SEMINARIO DELL’ORDINE DEGLI INGEGNERI PER IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

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RAGUSA – Anche in provincia di Ragusa molti edifici pubblici e privati hanno problemi connessi alla dispersione termica e non rispettano i criteri previsti dalle ultime norme ambientali e da importanti protocolli come quello di Kyoto. Non è possibile definire una percentuale certa, ma i casi sono sempre più posti all’attenzione dei professionisti a cui spesso ci si rivolge quando ormai i danni sono in fase avanzata. Eppure vi è una scadenza ben precisa, quella del 2020, quando, in base alle normative vigenti già adesso e ai protocolli internazionali, come quello di Kyoto, ciascun edificio non dovrà avere alcun tipo di dispersione termica. Ecco perché l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ragusa, in collaborazione con con Caparol e Leggio Colors ha svolto ieri pomeriggio un focus sul tema “Rivestimento termoisolante a cappotto e cicli tecnici per il restauro delle facciate”. L’appuntamento si è svolto presso Poggio del Sole dove vari relatori si sono alternati per affrontare alcuni aspetti tecnici. Dopo il saluto del delegato dell’ordine, l’ing. Carmelo Mezzasalma, e di Gianni Leggio di Leggio Ferramenta, si è entrati subito in argomento con una serie di esempi pratici e con l’uso di dispositivi multimediali che hanno permesso di realizzare dei confronti su alcune tecniche costruttive adottate. E la provincia di Ragusa non è immune da problemi derivanti proprio dal non perfetto isolamento termico. Questo causa maggiori investimenti economici per riparare i danni che nascono da infiltrazioni, sbalzi di temperature, muffe. “I dati della provincia di Ragusa sono in linea con quelli nazionali e non sono confortanti – spiega l’ing. Federico Tedeschi, direttore tecnico Caparol – Nel 90% degli edifici italiani vi sono problemi di questa natura anche perché il 60% degli immobili è stato realizzato addirittura prima del ’76, quando è entrata in vigore la prima norma in questo campo. Soltanto seguendo determinati metodi di applicazione e utilizzando prodotti di qualità, si potranno raggiungere risultati positivi. I cappotti, cioè i rivestimenti esterni di un edificio, sono del resto progettati per migliorare la qualità del patrimonio edile ma anche per tutelare l’ecosistema. Se questo principio viene meno si commettono grossi errori che non possono di certo portare alla certificazione degli edifici. Ecco perché diciamo sempre che gli applicatori devono riferirsi alle norme contenuto nel manuale europeo Cortexa”. Per l’Ordine degli Ingegneri, presieduto da Giuseppe Di Natale, l’incontro è servito ad approfondire varie tematiche. “Sicuramente abbiamo fatto il punto della situazione sui principali materiali isolanti per realizzare la migliore tipologia di barriera termica – spiega il delegato Carmelo Mezzasalma – Entro il 2020 la percentuale di dispersione dovrà essere uguale a zero per poter così ridurre i consumi energetici e tutelare di più l’ambiente. Vi sono degli incentivi che possono essere usati opportunamente. A noi professionisti il compito di verificare la corretta applicazione e la regolarità dei lavori”. E in questo senso anche gli applicatori dovranno attenersi a precise regole, come ha ricordato Gianni Leggio: “Ogni mese in sede avviamo momenti di formazione proprio con gli applicatori perché crediamo che assieme ai professioni, in questo caso gli ingegneri, possiamo ottenere risultati che siano proficui per l’intera collettività, evitando spese errate a privati ed enti pubblici e soprattutto tutelando l’ambiente”.

 

 

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