Scoperto il "gene della magrezza": una persona su cento può mangiare a volontà e restare magro - Ragusa Oggi

Scoperto il “gene della magrezza”: una persona su cento può mangiare a volontà e restare magro


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Scoperto il “gene della magrezza”: una persona su cento può mangiare a volontà e restare magro
Attualità
22 maggio 2020 16:56

Può sembrare fantascienza ma in realtà non è così: è stato scoperto il “gene della magrezza” che permette alle persone che lo posseggono (fortunati) di mangiare tanto quanto gli altri e di non ingrassare.

Lo studio arriva dall’Università di British Columbia, Canada, dov’è stato «isolato» il gene della magrezza.

I ricercatori hanno individuato la sequenza genetica che fa mantenere la linea, o meglio, che permette ad alcune persone di rimanere più magre nonostante mangino esattamente come altre. Lo studio, pubblicato sulla riviste scientifica Cell, ha esaminato un campione di 47 mila persone in Estonia, permettendo così di individuare la porzione di Dna che gioca un ruolo centrale nella regolazione del dispendio energetico.

«Conosciamo tutti queste persone: è circa l’1% della popolazione», afferma Josef Penninger, direttore del Life Sciences Institute e professore del dipartimento di genetica medica dell’Università della British Columbia. «Possono mangiare quello che vogliono ed essere metabolicamente sani. Mangiano molto, non fanno attività sportiva regolare, ma nonostante tutto semplicemente non aumentano di peso». Una fortuna che alcuni hanno senza neanche accorgersene.

Il team di Penninger ha esaminato i dati della biobanca estone, che comprende 47.102 persone dai 20 ai 44 anni, e confrontato i campioni di Dna con i dati clinici dei soggetti sani e magri rispetto ai normopeso e sovrappeso, scoprendo così la presenza costante del gene Alk attivo in chi pesa di più.

Già si conosceva l’esistenza dei geni Sirt, al centro di molte “diete” che promettono di dimagrire riattivando il metabolismo. Alk, invece, è sempre stato considerato un oncogene, ovvero un gene che muta frequentemente causando vari tipi di tumori, come quello al polmone. Ma sinora non si conosceva il suo ruolo al di fuori di quello neoplastico.

 


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