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Sciopero nel cantiere della Ragusa–Catania: operai senza stipendio da tre mesi
03 Feb 2026 10:44
Sciopero stamani nel cantiere del lotto 3 del raddoppio della Ragusa–Catania, lungo uno dei tratti più strategici dell’opera. Dalle prime ore del mattino i lavoratori hanno incrociato le braccia per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi arretrati, che si protrae ormai da novembre.
Alla base della mobilitazione c’è una situazione diventata insostenibile per oltre 60 lavoratrici e lavoratori, rimasti senza tre mensilità, in un contesto segnato da ritardi burocratici e continui passaggi societari. Il lotto 3 è infatti gestito dal Consorzio Achates, la cui struttura consortile sta rallentando gli adempimenti necessari al pieno subentro della CMC, che dal mese di dicembre ha affittato il ramo d’azienda da Manelli, rimasta l’unica impresa operativa all’interno del consorzio.
Secondo i sindacati Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL, proprio questa complessità amministrativa sta bloccando la normalizzazione dei rapporti di lavoro e, soprattutto, l’erogazione degli stipendi. Oggi CMC rappresenta l’unica concreta speranza per il futuro del cantiere e dei lavoratori, grazie a un piano industriale che coinvolge oltre 60 cantieri in tutta Italia, ma – viene sottolineato – serve fare presto.
Lo sciopero di oggi viene definito un vero e proprio “grido di dolore” da parte di chi continua a lavorare senza certezze economiche. La richiesta è chiara: serve un’azione immediata e coordinata tra Commissario straordinario, Anas e CMC per arrivare in tempi rapidi alla soluzione della vertenza.
Tre gli obiettivi indicati come prioritari:
- assunzione diretta di tutti i lavoratori da parte di CMC;
- pagamento immediato delle mensilità arretrate;
- rilancio dei lavori, per evitare che un’opera strategica venga ulteriormente compromessa dai ritardi.
I sindacati avvertono che il tempo è ormai scaduto. «Oggi vengono calpestati i diritti dei lavoratori – è il messaggio che arriva dal presidio – domani rischia di essere umiliato un intero territorio che attende quest’opera da oltre trent’anni».
Il raddoppio della Ragusa–Catania, considerato infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del Sud-Est siciliano, resta così appeso a una vertenza che intreccia lavoro, burocrazia e responsabilità istituzionali. E la protesta di stamani segna un punto di non ritorno.
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