RISPOSTA AL PDL SUL TRIBUNALE DI MODICA

È paradossale che il sempre “vice di qualcuno” intervenga sulla questione del Tribunale di Modica, non per entrare nel merito del problema ma semplicemente a difesa del suo capo non appena a quest’ultimo venga semplicemente ricordato di fare il proprio dovere.

 

Nessuno può negare il fatto che i cittadini modicani si siano accorti di avere a Roma un onorevole deputato della Repubblica, ogni qual volta abbiano dovuto fare i conti con i “tagli” perpetrati dal Governo nazionale a danno della nostra città e della nostra provincia.

Basti pensare alla penosa vicenda della chiusura della Caserma dei Carabinieri di Frigintini, per finire con quella del Tribunale che – lo ricordiamo a chi finge di non comprenderlo, per convenienza di parte o per ragioni di scuderia – nasce come amaro frutto di un miope decreto legislativo, votato in Parlamento dal nostro onorevole, sempre pronto a compiacere lo Schettino d’Italia.

 

Ora, dare dell’avvoltoio al sindaco Buscema solo per aver legittimamente, giustamente, semplicemente “osato” invitare un componente del Parlamento italiano (che, ricordiamo, è l’unico luogo dove si votano le leggi italiane) a prodigarsi per difendere gli interessi del territorio e dei cittadini che lo hanno eletto, è alquanto singolare e, per certi aspetti,  pittoresco.

 

Singolare, per esempio, che si imbroglino a tal punto le carte in tavola e si addossi ogni responsabilità al primo cittadino di Modica, che altro non può se non urlare tutta la sua contrarietà alla soppressione del Tribunale della propria città, chiamando alla battaglia gli organi competenti. Una lotta che ha visto le istituzioni locali unite, nel mettere in campo tutto quanto in loro potere per tentare di salvare il Palazzo di Giustizia cittadino, e che avrebbe meritato miglior sorte sull’asse Roma-Modica.

 

Pittoresco poi che ci s’inserisca in un’interlocuzione dove il mittente – il sindaco della nostra città – invia il proprio messaggio al destinatario – un Parlamentare della Repubblica – per una data questione, senza che si abbia titolo per farlo, considerato che non si tratta di discutere di campetti di calcio.

 

E allora, è piuttosto arduo comprendere quale altro scopo abbia questa surrettizia e fumosa polemica di uno dei candidati sindaci Pdl, se non quello di preparare, con il vuoto contenutistico, la prossima campagna elettorale per il voto comunale.  

 

 

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