Ragusa dedica due “Camere d’autrice” a Goliarda Sapienza e Sibilla Aleramo: la cultura entra negli spazi dell’accoglienza. FOTO GALLERY

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RAGUSA – Le parole di Goliarda Sapienza e Sibilla Aleramo da oggi abitano nuovi spazi a Ragusa. Due donne libere, anticonformiste, scrittrici capaci di raccontare la condizione femminile, la libertà e il desiderio di autodeterminazione sono state celebrate con la nascita di due “Camere d’autrice”, realizzate all’interno di due strutture ricettive del territorio: il Poggio del Sole Resort e la Tenuta Chiaramonte.

Non più soltanto luoghi di ospitalità, ma anche spazi culturali dove libri, testi e testimonianze permettono agli ospiti di entrare in contatto con la storia e il pensiero di due protagoniste della letteratura italiana del Novecento. Le camere sono state arricchite con le opere delle due autrici, diventando ambienti dedicati alla lettura e all’approfondimento.

L’iniziativa, dal titolo “Abitare la parola, lasciare traccia”, è promossa dalla Consulta Femminile del Comune di Ragusa insieme all’Assessorato comunale alle Pari Opportunità, nell’ambito del percorso nazionale dell’associazione Toponomastica femminile, che punta a valorizzare la presenza delle donne nella memoria pubblica e nei luoghi della quotidianità.

Le due intitolazioni si inseriscono proprio in questa visione: trasformare spazi privati e di passaggio in luoghi capaci di custodire memoria e cultura. I momenti ufficiali si sono svolti prima al Poggio del Sole Resort, con la dedica della camera a Goliarda Sapienza, e successivamente alla Tenuta Chiaramonte, dove è stata inaugurata quella dedicata a Sibilla Aleramo.

“Abbiamo scelto di dedicare queste strutture, luoghi di passaggio e di svago, a un valore aggiunto: la cultura. Le camere sono state arricchite con i libri più importanti di queste due donne straordinarie, che hanno rappresentato un cambiamento profondo in una società ancora fortemente patriarcale. Sono piccoli passaggi che possono cambiare la storia della nostra comunità, perché aprono finestre attraverso cui far entrare sempre di più la presenza delle donne”, ha spiegato la presidente della Consulta Femminile Gianna Miceli.

Sulla stessa linea l’intervento dell’assessora alle Pari Opportunità Elvira Adamo, che ha sottolineato il valore della collaborazione istituzionale: “È importantissimo lavoro sinergico per dare voce alle donne e ricordare due nomi fondamentali della nostra cultura e letteratura, spesso dimenticati. Goliarda Sapienza e Sibilla Aleramo hanno segnato un passaggio decisivo nell’affermazione dei diritti delle donne e non dobbiamo dimenticarle se vogliamo costruire il futuro”.

Fondamentale anche la partecipazione delle strutture ricettive, rappresentate dall’imprenditrice Rosamaria Chiaramonte: “Come ricorda il claim, le parole non passano, abitano, ed è una verità profonda. Abbiamo pensato che portare le parole delle donne nelle nostre camere, visitate ogni giorno dalle persone ospiti, potesse essere qualcosa di molto significativo. Non solo per noi che gestiamo le strutture, ma anche per chi arriva e può entrare in contatto con queste storie. Siamo davvero felici di aver accolto con grande gioia questo progetto”.

Un momento di approfondimento è stato dedicato alla figura di Goliarda Sapienza, raccontata dalla giornalista, scrittrice e conduttrice Rai Antonella Bolelli Ferrera. Una figura complessa, attrice, intellettuale e autrice fuori dagli schemi, che ha attraversato la propria vita trasformando esperienze e difficoltà in una scrittura potente e autentica.

Attraverso il suo romanzo più celebre, “L’arte della gioia”, Sapienza ha dato voce a una visione radicale della libertà femminile e al diritto di scegliere il proprio destino. “Una donna che ha pagato spesso la libertà delle sue idee – ha ricordato Ferrera – e per molto tempo non è stata compresa. Oggi però la sua voce continua a parlare con forza alle nuove generazioni”.

Spazio anche al ricordo di Sibilla Aleramo, una delle figure più coraggiose della letteratura italiana del Novecento. Con il romanzo autobiografico “Una donna”, pubblicato nel 1906, Aleramo raccontò la scelta di rompere con una vita imposta dalle convenzioni sociali, diventando simbolo di una ricerca di libertà e autodeterminazione.

“Camere d’autrice” diventa così un progetto che unisce cultura, memoria e accoglienza, portando la letteratura fuori dai luoghi tradizionali e trasformandola in un’esperienza viva, quotidiana e condivisa.

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