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“Ragusa Città del Formaggio”, ma alla FAM i formaggi diventano cubici e trapezoidali e Ragusa.. non è Ragusa!
27 Set 2026 12:52
Un errore da matita blu. Forse piccolo, se lo si guarda soltanto come un dettaglio grafico. Molto meno piccolo se si considera il contesto.
Siamo alla FAM, la Fiera Agroalimentare Mediterranea di Ragusa. Siamo nell’anno in cui Ragusa è Città del Formaggio 2026. Proprio ieri, alla FAM, si è parlato di formaggio, con un convegno dedicato al comparto, e si è svolta anche la tradizionale marchiatura del formaggio Ragusano Dop.
E allora viene spontanea una domanda: perché una delle immagini grafiche utilizzate per promuovere la FAM mostra formaggi che con quelli della tradizione ragusana hanno ben poco a che vedere?
Nella grafica utilizzata per la comunicazione della manifestazione compaiono infatti forme di formaggio che sembrano collocarsi tra il cubico e il trapezoidale, comunque lontane dalla caratteristica forma parallelepipeda del Ragusano Dop e del Cosacavaddu Ibleo, i formaggi che appartengono alla nostra tradizione e che vengono prodotti e stagionati anche nelle caratteristiche forme appese nelle sale di stagionatura.
E non è l’unico particolare che lascia perplessi. Sopra quei formaggi compare anche l’immagine di una città il cui skyline non sembra essere quello di Ragusa.
Il risultato è un’immagine che dovrebbe raccontare la Fiera Agroalimentare Mediterranea di Ragusa e che, invece, utilizza elementi che non sembrano rappresentare né i nostri formaggi né la nostra città.
Non è una questione di gusto grafico. È una questione di comunicazione.
Se stiamo cercando di valorizzare il Ragusano Dop, se Ragusa è stata scelta come Città del Formaggio 2026, se proprio alla FAM si dedica spazio al formaggio, con un convegno e con la marchiatura delle forme, perché nella comunicazione della manifestazione non utilizzare proprio le immagini dei nostri prodotti?
Il caso non è passato inosservato e sembra che anche il Consorzio del Ragusano Dop avrebbe manifestato la propria contrarietà su questa immagine che ritrae formaggi dalla forma quasi cubica o trapezoidale, non certo parallelepipeda. Successivamente è comparsa una nuova immagine, questa volta con forme di formaggio dalla caratteristica forma parallelepipeda, molto più aderente alla realtà del prodotto ragusano.
Il problema, però, è che la prima grafica era ormai partita.
Ed è difficile fermare una comunicazione una volta che è stata pubblicata e rilanciata sui social. Così, ancora oggi, quella prima immagine continua a comparire nella promozione della FAM: è stata utilizzata, per esempio, come immagine di copertina sui social e compare perfino nel video che racconta la prima giornata della manifestazione.
Insomma, mentre da una parte si cerca di promuovere il Ragusano Dop e di rafforzare il legame tra Ragusa e la cultura del formaggio, dall’altra una parte della comunicazione ufficiale della principale fiera agroalimentare della città continua a mostrare un prodotto che non corrisponde alle forme tipiche del territorio.
Non vuole essere una polemica. E soprattutto non mette in discussione il valore della FAM, che rappresenta un appuntamento importante per il comparto agroalimentare e per il territorio.
Ma una riflessione è inevitabile.
Se la FAM è di Ragusa, se Ragusa è Città del Formaggio 2026 e se il Ragusano Dop è uno dei prodotti simbolo di questa terra, perché per rappresentare graficamente la manifestazione dobbiamo ricorrere a immagini che sembrano generate dall’intelligenza artificiale e che finiscono per raffigurare formaggi diversi da quelli che produciamo qui?
La comunicazione dovrebbe aiutare a riconoscere un territorio, non a renderlo indistinto.
E questo vale ancora di più quando si parla di prodotti identitari. Il Ragusano Dop ha una forma precisa, una storia precisa, una lavorazione precisa. Il Cosacavaddu Ibleo appartiene alla stessa cultura casearia e ha anch’esso caratteristiche ben riconoscibili.
Bastava fotografarli. O, ancora meglio, utilizzare proprio quelle immagini reali che raccontano il lavoro dei nostri produttori e la qualità delle nostre produzioni.
Un’immagine reale avrebbe raccontato molto più di una forma di formaggio virtuale.
La FAM intanto si conclude oggi. Il bilancio della manifestazione sarà inevitabilmente condizionato anche dal maltempo: la pioggia di questi giorni ha ridotto il flusso dei visitatori, penalizzando una manifestazione che avrebbe avuto bisogno di giornate più favorevoli per portare il pubblico tra gli stand e agli appuntamenti in programma. Oggi per fortuna c’è il sole e la mattinata sta andando bene. ma nel pomeriggio c’è una concomitanza di eventi, l’apertura della Vallata Santa Domenica con il volo aereo di un funambolo tra due ponti che inevitabilmente ruberà parte del pubblico delle famiglie proprio alla FAM.
Perché organizzare due grandi eventi in contemporanea, facendosi concorrenza tra loro? Non si poteva spostare alla settimana successiva l’apertura della Vallata? Proprio per questo, alla fine della Fiera, sarà interessante guardare non soltanto ai numeri delle presenze, ma anche alla capacità della manifestazione di raccontare davvero il territorio.
E magari, per la prossima edizione, partire da una regola semplice: se si parla di Ragusa, proviamo a mostrare Ragusa. Se si parla di Ragusano Dop, mostriamo il Ragusano Dop.
Sembra banale. Ma a volte sono proprio le cose più semplici a fare la differenza. E spiace che nemmeno gli enti locali abbiano preso posizione rispetto ad un’immagine grafica decisamente fuorviante.




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