Ragusa-Catania, l’Ust Cisl Ragusa Siracusa: “Non vogliamo rassegnarci “

“Non vogliamo rassegnarci. Non vogliamo perdere la speranza. Ma abbiamo bisogno di un pronunciamento definitivo, supportato da atti concreti, da parte del governo nazionale. Vogliono realizzare la Ragusa-Catania senza il progetto di finanza? Bene, ci spieghino come e con quali tempi. Tutto il territorio, che era in attesa del primo colpo di piccone di un cantiere che avrebbe finalmente dovuto rappresentare un segnale di svolta rispetto al passato, non comprende perché si è arrivati a questo punto e perché la sensazione strisciante è quella che sulla realizzazione di questa infrastruttura si voglia mettere una volta per tutte la parola fine”.

E’ il commento del segretario generale dell’Ust Cisl Ragusa Siracusa, Paolo Sanzaro, sulla complicata vicenda del raddoppio di carreggiata della Rg-Ct il cui iter ha subito un brusco stop dopo le recenti decisioni prese dal ministero delle Infrastrutture. “Non si è voluto tenere conto – continua Sanzaro – di tutte le tappe consumatesi nel corso di questi anni che hanno fronteggiato numerose variabili oltre a tutte le implicazioni possibili e immaginabili. Ora, all’improvviso, come se nulla fosse, si viene a raccontare al territorio che tutte queste scelte, lungamente ponderate e largamente condivise, erano frutto di una valutazione sbagliata. Ma com’è possibile?”.

Continua Sanzaro spiegando che “la partecipazione alla marcia lenta delle scorse settimane ha messo in rilievo la preoccupazione esistente a più livelli, circostanza che non può essere trascurata da nessuno. Ci sono nuove soluzioni? Risulteranno percorribili? Quanto tempo ulteriore ci faranno perdere? Attendiamo – aggiunge – che qualcuno sia in grado di rispondere a queste domande. Perché sinceramente la vicenda ha assunto contorni davvero kafkiani e ci auguriamo che il territorio non subisca ulteriori beffe. Questo territorio, piuttosto, ha bisogno di una dotazione infrastrutturale all’altezza della situazione e sembra che si faccia sempre di tutto per penalizzarlo e per non adeguarlo come sarebbe opportuno. Inutile aggiungere che continueremo a vigilare e, se necessario, a denunciare. Come stiamo facendo adesso”.

 

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