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Ragusa abbatte i muri: il Ramadan diventa festa di tutti nel segno della fratellanza. E’ intervenuto il console Mahjoub durante l’Iftar
10 Mar 2026 12:23
RAGUSA – Non capita tutti i giorni di vedere la solennità di una benedizione vescovile intrecciarsi armoniosamente con i canti dell’Imam, mentre il profumo del couscous preparato a quattro mani da uno chef di fama, Peppe Barone, e dalle donne della comunità tunisina invade le sale di un centro culturale. Sabato pomeriggio, a Ragusa, è successo proprio questo: l’Iftar di Ramadan 2026 è uscito dai confini della pratica religiosa privata per farsi evento di piazza, di dialogo e di pace.
L’iniziativa, promossa dall’associazione “Uniti Senza Frontiere” e patrocinata dal Comune e dal Libero Consorzio, ha trasformato il CCC “Mimì Arezzo” in una sorta di ambasciata del dialogo.
La benedizione che unisce
L’immagine simbolo della serata resta quella del momento conclusivo: l’Imam Redouane El Khadiri e la dott.ssa Francesca Cabibbo (delegata del Vescovo) hanno invocato protezione e pace sui presenti. Un gesto che ha ricordato a tutti come le radici di un popolo non debbano mai essere barriere, ma fondamenta su cui costruire una casa comune.
Il riconoscimento delle istituzioni
La presenza del Sindaco Peppe Cassì e dell’Assessore Giovanni Gurrieri non è stata solo formale. Entrambi hanno ricevuto dalla comunità tunisina doni simbolici, un segno di gratitudine per una città che il Console della Repubblica Tunisina, Mohamed Ali Mahjoub, ha definito un modello di accoglienza.
“La comunità tunisina è parte del nostro tessuto sociale” – ha ribadito il Sindaco Cassì – “perfettamente integrata e fondamentale per la nostra crescita culturale e lavorativa”.
Il ponte dei sapori
L’integrazione è passata anche dal palato, grazie alla collaborazione tra lo chef Peppe Barone, già ambasciatore del couscous a Sfax, e la presidente dell’associazione, Fethia Bouhajeb. Insieme al loro staff, hanno guidato i presenti in un viaggio tra le sponde del Mediterraneo, servendo piatti che raccontano storie di Marocco, Siria e, naturalmente, Tunisia, dimostrando come la cucina sia il linguaggio universale più efficace per abbattere ogni barriera.
Il Console della Repubblica Tunisina a Palermo, Mohamed Ali Mahjoub, ha espresso parole di profonda gratitudine per l’accoglienza ricevuta dalla città di Ragusa, sottolineando come l’Iftar sia prima di tutto un’occasione per celebrare i valori universali della generosità e della pace. Nel suo intervento, il diplomatico ha evidenziato come il dialogo interculturale sia l’unica strada percorribile per una convivenza armoniosa, elogiando l’impegno costante della presidente Fethia Bouhajeb nel trasformare la diversità in un punto di forza. “Iniziative come questa – ha dichiarato il Console – dimostrano che la fratellanza non è un concetto astratto, ma un legame concreto che si rafforza attraverso la conoscenza reciproca e il rispetto delle fedi, rendendo la comunità tunisina parte integrante e attiva della vita sociale ragusana”.
La serata si è conclusa tra la consegna di attestati di gratitudine a imprenditori e istituzioni e le parole commosse di Fethia Bouhajeb: “Insieme stiamo costruendo ponti di pace. Ringrazio il Sindaco, il Prefetto, il Questore, la Cgil e tutti i partner che credono in questa visione”.
Ragusa, ancora una volta, dimostra che la vera integrazione e la vera convivenza nascono dalla conoscenza dell’altro, spezzando insieme il pane della fratellanza.
















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