RADIO CORTOLILLO

Come al solito, una lettura attenta dei più importanti giornali online porta allo scoperto una miriade di notizie all’apparenza anche poco importanti o, addirittura, insignificanti. Ma, spesso, una attenta lettura suscita non pochi inquietanti interrogativi.

Su ilgiornale.it si riporta di un colloquio avvenuto ieri al Palazzo del Senato, tra Lamberto Dini e Beppe Pisanu, a proposito della ventilata, giusta, pretesa dei grillini di ottenere le presidenze delle commissioni Copasir e  Vigilanza Rai, con il chiaro obiettivo, oltre a quello di vigilare e controllare, di fare magari luce sui misteri d’Italia negli ultimi 40 anni. Secondo quanto riportato anche da Repubblica Dini avrebbe detto a Pisanu : “Se i grillini arrivano in commissioni delicate come l’Antimafia o il Copasir è un problema. E tu lo sai”. E Pisanu avrebbe risposto: “Eccome, se avranno un questore renderanno pubblici i costi di qualsiasi cosa qui dentro. Caramelle comprese”.

A questo punto sarebbe importante che le autorità competenti chiedessero spiegazioni ai due in merito a quanto detto. Altrimenti c’è solo da sperare che i grillini, o altri come i grillini, arrivino presto al 51 %.

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E’ arrivata sui quotidiani nazionali il «quasi» benservito del Presidente della Regione all’Assessore Zichichi. Crocetta dice a proposito dello scienziato: «Gli siamo grati, ma ci serve una figura diversa in giunta». «Non mi pento della mia scelta, ma forse è ora di cambiare. Su Zichichi c’è un problema. Probabilmente non è molto adatto a un ruolo politico. La sua cultura e la sua esperienza sono molto importanti, ma credo possa essere più utile alla Regione in un ruolo di “supporto” a un componente della giunta maggiormente in grado di far funzionare la macchina».

Zichichi risponde al sito internet Si24.it: “Voltare pagina, come dice il presidente Crocetta, significa realizzare progetti originali. Ed io di questo mi sono occupato come scienziato e come assessore. Proprio nelle scorse settimane ho presentato dodici progetti per rilanciare l’immagine della Sicilia nel mondo. Uno di questi progetti riguarda la valorizzazione di Archimede”. “Non mi sono mai occupato di problemi politici perche’ quello non e’ il mio campo. Io faccio quello che so fare e Crocetta per questo mi ha chiamato.

Si volta pagina con i progetti, non con le chiacchiere”.

Il Presidente risponde in una nota ufficiale: “In relazione alle notizie di stampa relative all’assessore Zichichi, non ho sostenuto, per essere chiari, che lo stesso debba abbandonare immediatamente l’incarico assessoriale, ma semplicemente che lo ritengo piu’ adatto ad un incarico tecnico di alta levatura scientifica. Confermo la stima e l’ammirazione personale per il professore Zichichi”.

Non per niente siamo nella terra di Pirandello ! 

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E un’altra vicenda rischia di buttarci in pasto alla stampa nazionale per vicende che, non solo sarebbe meglio evitare, ma sicuramente ci potrebbero trascinare, come al solito nel paradossale, per usare un eufemismo. Nel corso della convention a Villa DiPasquale, organizzata dal Movimento Territorio a sostegno della lista del Megafono di Crocetta, lo stesso Presidente aveva fatto cenno agli uccelli del parco di Palazzo d’Orleans, per il cui noleggio si sarebbero pagate, da decenni, cifre enormi.

Il gestore dello zoo ornitologico del parco ha ricevuto l’intimazione di abbandonare il parco, lasciando, implicitamente, senza cura, un migliaio di uccelli, di cui tantissimi rari e di specie protette e almeno 500 esemplari di pesci nei laghetti del Parco. Alla richiesta di come operare per il passaggio delle consegne, ancora nessuna risposta ufficiale, da parte della Regione, ma pare che da un incontro informale con la segretaria regionale, Patrizia Monterosso, e Stefano Polizzotto, capo della segreteria tecnica della presidenza della Regione, siano emersi contrasti sui diritti di proprietà degli uccelli, ambiti, per quanto si comprende, da entrambe le parti.

Per capire chi si potrà godere gli uccelli, forse, si arriverà nelle aule di tribunale.

 

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Ma le situazioni paradossali non mancano nemmeno a Roma. Protagonista di un insolito blitz il parlamentare dell’IDV Francesco Barbato che si è piazzato negli uffici del suo ex partito, o, per meglio dire di quello che resta del suo ex partito, intenzionato a non levare le tende finché non gli avranno fatto vedere i bilanci del gruppo dal 2008 al 2010. L’onorevole spiega che gli hanno concesso solo la documentazione relativa al 2011 e hanno pubblicato on line il bilancio  2012. Ma ritenendosi, sia pure per poche ore ancora, nel suo diritto di parlamentare, aspetta di ottenere quanto ha richiesto, incurante delle sollecitazioni a desistere dalla protesta delle collaboratrici del gruppo, degli assistenti parlamentari e della sicurezza di Montecitorio.

 

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Immaginabile il tourbillon mediatico che è scoppiato intorno alla nomina del nuovo Pontefice.

Tralasciando le insulse supposizioni di vicinanza al regime militare dittatoriale che dominò in Argentina e le ridicole interviste, della stampa argentina, purtroppo riprese da quella italiana, a quella che sarebbe stata una sua ex fidanzata, solo che i fidanzatini avevano solo 10 anni, è degno della massima attenzione l’editoriale apparso su affaritaliani.it, a firma di Gianni Toffali, sulla predilezione del Papa per San Francesco d’Assisi.

Il nuovo Pontefice ha voluto chiamarsi Francesco. All’indomani della sua elezione, coloro che hanno scambiato la Chiesa per un’agenzia etica filantropica concorrenziale all’ONU che dovrebbe occuparsi di pace, di giustizia e di problematiche sociali, hanno cantato vittoria.

Una buona fetta di cattolici è convinta (non è chiaro se per ignoranza o malafede) che la teologia “francescana” prediliga le questioni umane a quelle spirituali.

L’equivoco nasce da certa bibliografia che ha dipinto San Francesco d’Assisi come un sempliciotto pacifista che nel tempo libero parlava con gli animali e giocava a scopone con i compagni di merenda della mezza luna. In realtà, i suoi sermoni erano più simili alle scudisciate di Savonarola che ai “volemose bene” del papa buono, della luna e delle carezze ai bambini. “Considerate e vedete che il giorno della morte si avvicina. Vi supplico perciò di non dimenticare il Signore, assorbiti come siete dalle cure e dalle preoccupazioni di questo mondo, poiché tutti coloro che dimenticano il Signore e si allontanano dai Comandamenti di lui, sono maledetti e saranno dimenticati da lui. E quando verrà il giorno della morte, tutte quelle cose che credevano di possedere saranno loro tolte. E quanto più sapienti e potenti saranno stati in questo mondo, tanto maggiori saranno i tormenti che dovranno patire all’inferno”, proferì San Francesco ai reggitori dei popoli del suo tempo.

Altro che rottura con i vecchi schemi ratzingeriani, la continuità teologica con l’ex pastore tedesco è dunque assicurata.

 

Albus

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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