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Raddoppio Catania–Ragusa, appalto in crisi al lotto 3: tensione al tavolo in Prefettura, lavoratori senza stipendio da mesi
22 Feb 2026 16:18
Catania – Fumata nera e clima teso al tavolo istituzionale convocato in Prefettura per affrontare la crisi del terzo lotto della Catania–Ragusa. Al centro dello scontro tra la nuova Cmc Ravenna e i sindacati non c’è soltanto la ripartenza dei lavori, ma soprattutto il pagamento degli stipendi arretrati ai circa 70 lavoratori rimasti senza retribuzione da quasi quattro mesi.
Il cantiere, strategico per i collegamenti tra la provincia etnea e quella iblea, è di fatto fermo da ottobre. Lo stato di avanzamento certificato da Anas è appena al 3,25%, mentre gli altri lotti superano il 20%. Una paralisi che sta producendo effetti pesantissimi sui dipendenti del Consorzio Achates, titolare dell’appalto, oggi al centro di un complesso passaggio societario.
Stipendi bloccati e famiglie in difficoltà
Tra i lavoratori c’è anche Katia Bufalino, unica donna in un cantiere di circa cinquanta operai. Vedova, con tre figli a carico, continua a presentarsi al lavoro pur senza ricevere lo stipendio. «Sulla carta ho un impiego, ma devo patire la fame», racconta al quotidiano La Sicilia. Come lei, molti colleghi stanno facendo i conti con affitti, mutui e spese quotidiane impossibili da sostenere senza entrate.
Alcuni hanno già scelto di dimettersi per poter accedere alla disoccupazione. Chi resta vive nell’incertezza totale: nessuna busta paga per gennaio, nessuna data certa per il saldo degli arretrati.
Il nodo del subentro e le responsabilità
Il Consorzio Achates era inizialmente composto da Rizzani de Eccher, Sacaim e Manelli Costruzioni. Le prime due si sono ritirate a settembre; Manelli, in difficoltà economica, ha affittato il ramo d’azienda alla nuova Cmc Ravenna dall’1 dicembre. Il 10 febbraio è arrivata la presa d’atto di Anas sul subentro, che però necessita ancora di alcuni passaggi formali, tra cui una perizia giurata.
In teoria il subentro è già efficace: i lavori dovrebbero riprendere e i dipendenti essere riassunti. In pratica, nulla si è mosso.
Il ceo di Cmc, Antonio Politano, ha annunciato l’intenzione di assumere direttamente i lavoratori entro metà marzo, ma sugli stipendi arretrati ha parlato di valutazioni tecniche in corso, precisando che la responsabilità non sarebbe direttamente imputabile alla nuova gestione.
Sindacati sul piede di guerra
Cgil, Cisl e Uil, però, non ci stanno. Dopo l’incontro del 21 febbraio, la Fillea Cgil parla di confronto “andato decisamente male”. È stato inoltre sollecitato l’intervento sostitutivo di Anas, ossia la surroga nei pagamenti: la stazione appaltante salderebbe direttamente gli stipendi per poi rivalersi sull’azienda. Ma anche questo meccanismo è fermo, in attesa di chiarimenti sulla situazione debitoria.
Nuovo vertice e appello alle istituzioni
Un nuovo incontro è stato fissato per giovedì 26 febbraio, ancora in Prefettura a Catania. I sindacati chiedono un intervento istituzionale urgente, ritenendo non più rinviabile una soluzione che garantisca prima di tutto il diritto alla retribuzione.
Intanto, nel cantiere della Catania–Ragusa, il numero degli operai continua a diminuire. La grande infrastruttura che dovrebbe rafforzare i collegamenti tra le due province resta bloccata, simbolo di un’opera incompiuta e di una crisi che pesa soprattutto sulle spalle di chi, pur lavorando, non riceve da mesi il proprio stipendio.
E mentre si attende l’esito del prossimo tavolo in Prefettura, per decine di famiglie il tempo non è più una variabile tecnica, ma una questione di sopravvivenza quotidiana.
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