Quando la legalità si impara in classe: l’Ispettorato del Lavoro alla Scuola dei Mestieri

Parlare di legalità e sicurezza sul lavoro non è mai solo un esercizio teorico, ma un investimento sul futuro. È ciò che è accaduto nei giorni scorsi alla Scuola dei Mestieri Logos di Ragusa, dove gli studenti delle seconde e terze annualità hanno incontrato i rappresentanti dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, trasformando un normale momento formativo in una vera lezione di cittadinanza attiva.

L’iniziativa, inserita nei percorsi di orientamento al mondo del lavoro, ha visto protagonista il dott. Raimondo Floridia, dirigente del servizio XXII, che ha dialogato con i ragazzi in vista delle prossime esperienze di stage nelle aziende del territorio. L’obiettivo: spiegare in modo diretto cosa significa lavorare in sicurezza e nel rispetto delle regole.

“La sicurezza non è soltanto un obbligo di legge – ha sottolineato Floridia – ma un valore etico che riguarda tutti. Rispettare le norme significa avere cura di sé, dei colleghi e dell’ambiente in cui si lavora.”

Ad aprire l’incontro è stato il docente Giuseppe Alecci, che ha portato i saluti del presidente dell’ente Rosario Alescio, evidenziando l’importanza di offrire ai giovani “strumenti concreti per diventare professionisti consapevoli e cittadini responsabili”.

Nel corso del confronto, Floridia ha spiegato il ruolo dell’Ispettorato, le attività di controllo e tutela, e le misure per contrastare fenomeni come il lavoro nero o la mancata applicazione dei contratti collettivi. Non è mancato un accenno ai dati sugli infortuni, ancora troppo elevati in Sicilia, e alla necessità di “costruire la cultura della prevenzione a partire dai banchi di scuola”.

Il dialogo finale con gli studenti ha reso evidente quanto il tema sia sentito. Domande, curiosità, riflessioni hanno animato la mattinata, segno di un interesse autentico verso un mondo del lavoro che i ragazzi si preparano ad affrontare con maggiore consapevolezza.

L’incontro si è concluso con un messaggio forte e condiviso: la sicurezza non è un dovere imposto, ma una scelta di responsabilità che comincia dall’informazione e dal rispetto reciproco.

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