Prezzi del latte in caduta, cosa succede? Allarme di Confcooperative Ragusa

Il settore lattiero‑caseario italiano sta attraversando un momento di forte difficoltà, segnato da una crescente instabilità dei prezzi del latte alla stalla, incertezze nella gestione del prodotto in eccesso e una ridotta competitività delle aziende agricole e dei caseifici locali. Queste criticità sono al centro delle preoccupazioni di Confcooperative Ragusa, che attraverso il presidente provinciale Luca Campisi e il direttore Emanuele Lo Presti rilancia la necessità di interventi mirati e tempestivi per tutelare una filiera considerata strategica per l’economia del territorio.

Gli allevatori, spiegano i rappresentanti dell’associazione, si trovano schiacciati da un mercato caratterizzato da prezzi molto volatili e spesso insufficienti a coprire i costi di produzione, mettendo a rischio la sostenibilità economica delle aziende agricole e la capacità di garantire raccolta e trasformazione efficiente del latte prodotto.

Prezzi in caduta libera e stabilità incerta

Secondo le ultime analisi del mercato lattiero‑caseario italiano, i prezzi del latte «spot» — cioè quello venduto sfuso o in cisterna alla stalla — sono scesi sotto i 40 centesimi al litro, mentre il latte destinato all’industria si attesta intorno ai 54‑55 centesimi, con una forbice che genera forte instabilità per gli allevatori.

Questa situazione riflette un contesto europeo caratterizzato da un eccesso di offerta a fronte di consumi non altrettanto dinamici e da un rallentamento dei consumi interni in alcune aree.

Concorrenza estera, surplus produttivi e dinamiche globali

Oltre alle criticità interne, il settore deve confrontarsi con pressioni derivanti dagli arrivi di latte a basso costo dall’estero, che possono deprimere ulteriormente i prezzi sul mercato nazionale e creare difficoltà nella contrattazione per gli allevatori locali.

A livello internazionale, la sovrapproduzione lattiero‑casearia resta una minaccia: in vari Paesi, così come evidenziato anche per altri mercati globali, l’eccesso di latte non richiesto ha portato a prezzi sotto costo e rendimenti in calo per i produttori.

Le proposte di Confcooperative per la filiera iblea

Alla luce di questa complessa situazione, Confcooperative Ragusa rilancia un pacchetto di proposte concrete per sostenere la filiera locale. Sostegno ai prezzi del latte alla stalla: attivare misure che garantiscano un prezzo equo e stabile, capace di coprire i costi di produzione e incentivare gli investimenti futuri. Gestione coordinata del latte in eccesso: prevedere strumenti di monitoraggio e intervento rapido per evitare sprechi, con canali alternativi di valorizzazione del prodotto. Difesa della competitività di aziende agricole e caseifici: favorire innovazione, digitalizzazione e accesso semplificato ai fondi pubblici per sostenere gli investimenti. Valorizzazione delle filiere corte e dei prodotti locali: incentivare il consumo di latte e derivati a km zero, rafforzando l’identità territoriale e il legame tra produttori e consumatori. Dialogo con istituzioni e organizzazioni di categoria: mantenere un confronto costante con il ministero dell’Agricoltura, la Regione e gli enti locali per garantire trasparenza e decisioni tempestive.

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