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Presunto caso di razzismo in biblioteca a Ragusa, sindaco Cassì spiega che saranno assunti provvedimenti disciplinari. Per il mancato prestito dei libri è stato applicato il regolamento.


Il sindaco Cassì interviene sulla questione del presunto episodio di razzismo verificatosi presso la biblioteca civica “G. Verga” e annuncia dei provvedimenti disciplinari perché la persona addetta avrebbe utilizzato espressioni politiche (riferite a Salvini) che nessun dipendente pubblico può permettersi nell’espletamento del lavoro.

Il sindaco Peppe Cassì interviene in merito al presunto episodio di razzismo accaduto presso la biblioteca civica “G. Verga” e dichiara: “Non possiamo accettare nessun episodio di razzismo, men che meno in un luogo di cultura come la nostra biblioteca.

Giovedì scorso ho ricevuto, da parte di una giovane volontaria Sprar, Martina, che aveva accompagnato una bimba straniera per la richiesta di un prestito bibliotecario, la segnalazione di un presunto episodio di razzismo.

Ho subito avviato un’indagine interna, di cui oggi ho avuto riscontro, e parlato direttamente con Martina per ricostruire con l’accaduto.

Ritengo allora opportuno chiarire che non è stato negato il prestito di libri alla bimba – men che meno l’ingresso, come alcuni giornali hanno erroneamente riportato – perché straniera. E’ stato infatti applicato il regolamento, simile a quello attuato in tantissimi altri Comuni: un minore, a prescindere dalla nazionalità, può iscriversi al servizio prestiti solo in presenza, o allegando richiesta e documento, di un genitore o da chi ne esercita la patria potestà.

Purtroppo non era questo il caso, motivo per cui gli uffici hanno comunque agito con buonsenso prestando i libri alla stessa volontaria che accompagnava la bimba; un modo per non scontentare la piccola. E’ assolutamente importante che mai nessun bambino esca deluso da un luogo come la nostra biblioteca.

Come è altrettanto assolutamente importante che l’indagine prosegua in merito a certe frasi “politiche” pare pronunciate pubblicamente da una dipendente, che nulla c’entrerebbero con il contesto: se accertate, agiremo con azioni disciplinari”.