PREPARATIVI PER LA RIVINCITA DEGLI SCONFITTI (PARDON) DI CHI NON HA VINTO LE EUROPEE

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Così come nella vita, anche in politica, le sconfitte sono difficili da digerire per tutti.

Nulla di cui meravigliarsi pertanto se i movimenti ed i partiti che sono rimasti delusi alle scorse Europee cominciano a muovere i primi passi verso quelle strategie ed alleanze che li potrebbero vedere più competitivi alla prossima tornata elettorale per l’agognata vittoria.

Stupiscono invece, anche se ormai dovremmo essere abituati alle peggiori schifezze della politica, le modalità con cui certi politici intendono rifarsi dalle batoste subite.

Ed ecco dunque che il verde Salvini diventa rosso fuoco e corre a complimentarsi con Marine Le Pen per il successo ottenuto in Francia e, schierando i 5 eurodeputati della Lega accanto ai 24 del Fronte nazionale francese, pensa di prepararsi al meglio per le future gare.

Certo Salvini è euroscettico come Le Pen, è contro l’immigrazione clandestina come la sua nuova alleata francese (decideranno assieme se gli immigrati bisognerà farli annegare in mare aperto o farli morire per fame o assideramento), ma il leghista è a suo dire per il progresso dei popoli, l’altra è fascista e conservatrice sul piano sociale.

Anche Toti, giornalaio  asservito ai potenti di turno, oggi coordinatore unico del partito di  Berlusconi, va a trovare la Lega di Salvini, definendo i leghisti suoi vecchi amici, dopo che il partito del cavaliere li aveva apostrofati a più riprese con aggettivi non proprio coincidenti a ciò che comunemente s’intende per amici.

Berlusconi dichiara pubblicamente di votare i referendum di Grillo, altro passo verso un ulteriore prossimo  inciucio volto a ristabilire quell’equilibrio che oggi appare assai lontano.

Ma tutti questi signori (si fa per dire), piuttosto che continuare a pasticciare in maniera inqualificabile, perché non pensano che la crescita d’un movimento o d’un partito è legittima solo se condivisa dall’elettorato? Perché continuano a dare prova della loro pochezza e del loro attaccamento alle poltrone, continuando a deludere i cittadini che giustamente saranno sempre più disaffezionati alla politica ?

Ma questi sono gli attori del teatro politico di cui disponiamo, dilettanti e avventurieri smaniosi solo del proprio successo; uomini incoerenti e bugiardi che pur di perseguire i propri obiettivi venderebbero l’anima al diavolo e le opere a cui assistiamo, delusi ed impotenti, sono semplicemente il frutto della qualità di chi recita; qualità che non si riesce a scorgere nemmeno al microscopio.

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