Porte chiuse al “Ciccio Scapellato” per la gara di Coppa Italia fra lo Scicli C.R. ed il Frigintini. Niente pubblico.

E’ la prima gara della Coppa Italia per il Campionato di Promozione e lo Scicli C.R. giocherà in casa al “Ciccio Scapellato” a porte chiuse ospitando il Frigintini. Tutto è legato al fatto che la Questura di Ragusa non ha rilasciato l’autorizzazione per l’utilizzo dello stadio di Jungi per pubblici spettacoli. La comunicazione arriva dalla stessa società cremisi che si dice fortemente amareggiata dalla comunicazione pervenuta dall’Ufficio tecnico comunale con la quale si notifica che lo stadio non potrà ospitare pubblico. “La Questura di Ragusa non ha potuto rilasciare la licenza di pubblico spettacolo per le inadempienze logistiche, strutturali e di sicurezza allo ‘Scapellato’ – informa la nota della società sportiva – dopo un’attenta verifica delle forze dell’ordine che hanno effettuato un sopralluogo ed hanno dichiarato l’inagibilità per i pubblici spettacoli. In virtù di ciò la gara di sabato, alle 15.30, valevole quale primo turno di Coppa Italia si disputerà a porte chiuse”.

Grande amarezza nella società; parla il presidente cremisi Bartolo Alecci.

“Nel mese di luglio al Comune ho rivolto una precisa domanda e nello specifico avevo chiesto se come società avremmo avuto lo stadio fruibile al pubblico per l’inizio della stagione, entro fine settembre o se dovevo programmare di giocare in un altro stadio fuori dalla città di Scicli – afferma Bartolo Alecci – la risposta, o meglio dire la promessa, è stata che tutti i lavori richiesti dalle forze dell’ordine per l’ottenimento della licenza sarebbero stati effettuati nei tempi richiesti. Ad oggi, con enorme delusione e rammarico, dico soltanto che i fatti parlano diversamente. Abbiamo addirittura diversi abbonamenti venduti e ci ritroviamo di nuovo nel baratro, sportivamente parlando, Valuteremo per l’esordio in Campionato altre soluzione per permettere ai nostri tifosi di seguire la propria squadra. Pertanto con grande dispiacere chiediamo pubblicamente scusa a tutti gli sportivi che in un normale paese andrebbero a seguire la propria squadra nella struttura comunale per una causa che purtroppo non dipende dalla nostra volontà”.

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