PER UNA RIGENERAZIONE DELLA DEMOCRAZIA: DONNE E PARI OPPORTUNITA’

Da ora in poi in Germania ci si rivolgerà ad un delegato Pari Opportunità, se la donna professoressa, scienziata, dottoressa non verrà appellata con il suo titolo accademico, ma chiamata signora,come comunemente avviene. Quante volte,ogni giorno, succede che al maschio, anche non lau…reato, anche non scienziato, dottore, si dà un titolo che non gli appartiene, mentre questo non avviene per le donne anche per le laureate o scienziate. Discriminazione? In Germania una legge sancisce le pari opportunità su quello che si può definire un fatto irrisorio ma,in effetti, sostanziale, in quanto anche qui le discriminazioni sono visibili, e si sottolinea una mancanza di riconoscimento del lavoro, della gavette, dell’impegno di una donna nella società.
Una mentalità prettamente maschilista della società sancisce quanto affermato, che parte da una visione per cui una differenza esiste tra uomo e donna. La parità è molto lontana.
Lo vediamo in politica, lo vediamo in tutti i settori. Le donne hanno dovuto fare una lotta per avere la Doppia Preferenza di Genere, lo vediamo anche alla Regione per le Amministrative. Crocetta, il nostro Presidente, è stato il primo presidente che lo ha posto come problema, e ,oggi, alle Amministrative, questa si attua, ed è bene che l’elettore lo sappia. Le donne abbiamo dovuto avere una legge, che ha posticipato le elezioni al 9 e 10 giugno per inserire quella legge, che rende operativi tre articoli della Costituzione. Diritto? Proprio sì, nonostante quello che vogliono dire chi è contrario. Nelle scorse legislature alla Regione,il problema si è posto, attraverso le Pari Opportunità dei partiti, ma quanti deputati sono stati contrari, proprio per una paura che le donne potessero usurpare i propri posti. Quante volte, le quota rosa sono state contestate: le donne hanno dato generalmente candidature di servizio.
L’idea del servizio che ci fa inorridire, normalmente viene ancora posto come direttamente collegata alle donne, considerate angiolette del focolare dei partiti, e di piccoli uomini, che con il loro comportamento hanno decretato addirittura di inserirle nelle liste, o nei comitati provinciali e regionali, sempre con l’idea che la politica sia un fatto di uomini. Addirittura si sono preferite donne servizio veli ad altre con competenze e capacità. Questo è successo nell’Udc come nel Pd come nel Pdl.
Le donne hanno dovuto rinunciare alla loro natura femminile per acquisire spazio concreto nei partiti, dovendo usare l’arroganza, tipicamente maschile, dovendo agire a spallate, a tradimenti, a scorrettezze. Nelle giunte, poche le donne, preferibilmente in settori secondari all’economia dell’ente. Una mentalità, insomma, che dovrebbe essere superata nel terzo millennio.
Proprio per le lotte che ci sono state, per dare finalmente spazio alle donne, ci rivolgiamo all’elettrice all’elettore, per le Amministrative di votare due candidati della lista scelta, una donna ed un uomo, un uomo e una donna, se disperdere voti.
Inoltre, si auspica che la doppia Preferenza di Genere passi per le future regionali e per le politiche, auspicando una Riforma Elettorale, che sancisca le preferenze e non le decisioni autoritarie dei partiti, che, a volte, scelgono per puro nepotismo, come i Papi del 1500, dando spazio, ovviamente solo agli uomini.

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