Un aumento stabile in busta paga e gli arretrati dal gennaio 2024: è quanto arriverà con lo stipendio di novembre a 1.389 dipendenti del comparto dell’Asp di Ragusa. L’azienda sanitaria ha riconosciuto loro il differenziale economico di professionalità, il cosiddetto Dep, cioè la progressione economica all’interno dell’area di appartenenza. Il beneficio riguarda il personale dei […]
Dopo il Dirillo anche l’Ippari dice stop ai rifiuti: installata la barriera salva-mare
27 Apr 2026 09:41
Un nuovo passo concreto verso la tutela del mare e la difesa dell’ambiente arriva dalla foce del fiume Ippari, dove è stato installato un innovativo sistema galleggiante per l’intercettazione e la rimozione dei rifiuti flottanti. L’obiettivo è chiaro: impedire che plastica, detriti e materiali trasportati dalla corrente raggiungano il mare, proteggendo così l’ecosistema costiero e la Riserva Naturale Orientata “Pino d’Aleppo”.
L’intervento si inserisce nel progetto promosso nell’ambito della Legge “Salvamare”, il programma sperimentale triennale per il recupero dei rifiuti nelle acque interne e marine e per la promozione dell’economia circolare.
Una barriera galleggiante per fermare i rifiuti prima che arrivino in mare
L’opera consiste in una struttura galleggiante installata direttamente in alveo, capace di trattenere i rifiuti trasportati dalla corrente e facilitarne successivamente la raccolta e lo smaltimento. Un sistema semplice ma strategico, che consente di intervenire direttamente alla fonte del problema, evitando che l’inquinamento si riversi lungo la costa.
L’appalto dei lavori è stato affidato all’impresa SEAD – Sea Defence Solution s.r.l. per un importo complessivo di 60.400 euro, mentre i lavori, avviati nell’agosto 2025, rientrano in un più ampio piano di riduzione dell’inquinamento e di gestione sostenibile dei rifiuti. Si tratta di un’opera importante per Scoglitti e per tutta la fascia costiera. La foce dell’Ippari è un punto delicato e strategico e questo sistema consentirà di ridurre in modo significativo l’impatto dei rifiuti sul nostro litorale.
A febbraio il primo impianto in Sicilia era stato installato al Dirillo di Acate
Quello dell’Ippari non è un caso isolato. Già a febbraio era entrato in funzione alla foce del fiume Dirillo, in territorio di Acate, il primo impianto di intercettazione e rimozione di rifiuti galleggianti in Sicilia e tra i primi in Italia.
Anche in quel caso si tratta di un sistema di barriere mobili progettato per intercettare, accumulare e rimuovere rifiuti e detriti plastici trasportati dalla corrente, impedendone lo scarico in mare e la dispersione di microplastiche dannose per la fauna ittica e per l’intera catena alimentare.
© Riproduzione riservata