La sanità ragusana si mette in movimento per raggiungere chi rischia di rimanere ai margini delle cure. Sono stati consegnati questa mattina, nel piazzale antistante il P.O. “Giovanni Paolo II” di Ragusa, i due nuovi motorhome clinici acquistati dall’ASP nell’ambito del Programma Nazionale Equità nella Salute 2021-2027, con un investimento complessivo di 490 mila euro. […]
Parte da Scicli il progetto “Teatro pedagogico” per educare contro il bullismo
24 Feb 2026 10:17
L’idea è nata in seno al Kiwanis di Scicli che l’ha proposta alla locale realtà teatrale Officinoff. Due soggetti insieme che firmano un progetto di “Teatro pedagogico” volto a sensibilizzare gli alunni, gli studenti a fuggire da ogni forma di bullismo. Prima tappa l’Istituto comprensivo Don Milani di Jungi: è stato l’auditorium della scuola ad ospitare ragazzi, docenti, genitori. Qui Giuseppe Raffa, autore del libro “Bullo da morire”, ha parlato di bullismo, di analisi, di approccio educativo per superare il disagio-dramma proprio della prevaricazione che ragazzi di giovanissima età impongono con la forza nei confronti di loro coetanei. Qui quattro allievi della scuola teatrale Officinoff, Eva Causarano, Giulia Bramanti, Stefano Ficili e Raffaella Catania, hanno letto quattro dei sei monologhi che compongono il lavoro del giornalista-scrittore Giuseppe Raffa, pedagogista e coordinatore dell’ambulatorio antibullismo dell’Asp di Ragusa, il quale analizzando il fenomeno, nel suo libro “Bulli da morire”, propone risposte educative utili a prevenire l’aggressività molte volte incontrollabile fra i ragazzi.
Un fenomeno, il bullismo, difficile da combattere, fuori e dentro le scuole.
Il progetto pensato dai kiwaniani di Scicli sarà esportato nelle altre scuole della città e fuori. “Esso vede la lettura di quattro monologhi tratti dal libro ‘Bullo da morire’ di Giuseppe Raffa – spiega l’attuale presidente Giovanna Manenti – la prima tappa all’Istituto comprensivo Don Milani. Coinvolta nel progetto Officinoff, la scuola di teatro che, con Salvuccio Nicita, ha abbracciato la nostra idea e che ha in seno alla sua struttura diversi ragazzi appassionati di recitazione. Oggi dobbiamo educare i giovani a fuggire da ogni violenza e dai comportamenti aggressivi lesivi nella crescita e nell’età adolescenziale e dobbiamo educarli alle relazioni empatiche come forme di rapporto genuino e formativo fra i ragazzi. Ad apertura dei lavori abbiamo avuto il piacere di ascoltare un benvenuto musicale proposto dai docenti e dagli alunni dell’indirizzo musicale della scuola. Il nostro progetto sarà esportato nelle altre scuole della provincia”.
© Riproduzione riservata