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Papa Leone da sempre per la pace. Anche negli anni dei missili Cruise a Comiso. La foto storica
15 Apr 2026 13:34
Da sempre schierato per la pace. Fin da quando, giovane studente agostiniano, partecipava a Roma alle manifestazioni per la pace.
La foto, trovata negli archivi di Pax Christi, è stasta postata sui social da Luca Casarin, fondatore di Mediterranea Saving, e ha fatto rapidamente il giro della rete.
Erano gli anni delle manifestazioni pacifiste sia a Comiso che nella capitale, gli anni della mobilitazione che portarono, nell’arco di pochi anni, allo storico accordo tra il presidente Usa Ronald Reagan e il leader sovietico Michail Gorbaciov e di conseguenza allo smantellamento dei missili Cruise nella base missilistica di Comiso. Nel mondo cattolico numerosi gruppi manifestarono e si schierarono per la pace: tra questi c’erano gli Agostiniani. E tra loro il futuro Papa Leone. Sullo sfondo, in giacca chiara, potrebbe scorgersi l’ex sindaco di Comiso, Giacomo Cagnes, che era anche deputato regionale e presidente del Cudip, il comitato sorto in quegli anni per coordinare a livello locale l’azione del movimento pacifista. L’uomo non e perfettamente riconoscibile ma pare essere proprio Cagnes.
“Quella foto è stata scattata a Roma, durante la grande manifestazione per la pace del 22 ottobre 1983. Partecipartono anche un gruppo di agostiniani e Papa Leone”.
“Un giovane agostiniano, che un giorno sarebbe diventato addirittura papa – scrive Casarini – Si batteva allora, come oggi, contro la guerra. Non c’è un altro modo per un cristiano di annunciare il Vangelo. Nella concretezza , perché quel “logos” non è semplice parola, ma “relazione”. E’ carne, materialisticamente parlando, e dunque quel Vangelo è fatto di azioni, e’ una forma di vita.
Papa Prevost, l’americano, allora si batteva contro l’installazione a Comiso dei missili Cruise. Contro i venti di guerra che anche allora spiravano dal suo paese verso il mondo intero.
Oggi, da papa, continua quella lotta contro la guerra. Contro l’idea di morte che la guerra sempre porta con sé.
E che ridicolo dibattito sé sia morale o politica, materiale o spirituale, questa battaglia: non esiste un Vangelo “teorico” e una politica “realista”. Esistono le scelte, concrete, e se si è contro la guerra si agisce contro la guerra. E se si è invece a fianco, alleati, di chi promuove la guerra, qualunque siano le sue “ragioni”, si è complici della guerra. Ne hai fatta di strada, fratello Robert. Ma non hai cambiato direzione. Grazie’.
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