Ospedali “colabrodo” nel Ragusano: piove nelle sale operatorie, ma non è un caso isolato

RAGUSA – Non c’è pace per le strutture sanitarie della provincia di Ragusa. L’ultimo episodio di infiltrazioni d’acqua all’ospedale Giovanni Paolo II ha riacceso i riflettori su una gestione della manutenzione che il sindacato Nursind definisce ormai insostenibile. La chiusura temporanea delle sale operatorie del blocco parto e dei corridoi ambulatoriali di ginecologia, ortopedia e otorinosenologia è solo la punta di un iceberg che affonda le radici in anni di criticità mai risolte.

Emergenza in sala operatoria: sterilizzazione a rischio

Il recente guasto ha costretto il personale a trasferire l’attività operatoria ostetrica in chirurgia generale, con inevitabili ritardi sulle liste d’attesa programmate. “Anche una semplice infiltrazione può alterare i rigorosi standard di sterilità e controllo dell’aria previsti dalle norme di sicurezza,” spiega Giuseppe Savasta, segretario territoriale del Nursind. “Nonostante avessimo lanciato l’allarme già settimane fa, non riscontriamo attività di prevenzione concreta.”

Una cronistoria di allagamenti: dal 2018 a oggi

Il Nursind sottolinea con forza che l’accaduto non è un evento eccezionale, ma parte di un disarmante elenco di precedenti. La fragilità strutturale sembra colpire paradossalmente proprio gli edifici di più recente costruzione o ristrutturazione:

  • Agosto 2018: Allagamenti al Pronto Soccorso, Rianimazione e Medicina Nucleare del Giovanni Paolo II.
  • Aprile 2018: Consegna dei lavori al Pronto Soccorso di Modica, che però ha registrato infiltrazioni in diverse stanze durante le ondate di maltempo.
  • Settembre 2022: Nuovi allagamenti critici in Rianimazione a Ragusa.
  • Dicembre 2025: Rottura di una tubazione e allagamento del reparto di Psichiatria presso il presidio Ompa di Ragusa.
  • Gennaio 2026: Guasto elettrico al “Guzzardi” di Vittoria dovuto al maltempo, con blocco delle attività diagnostiche.

Sicurezza e fondi pubblici: l’affondo del sindacato

La preoccupazione maggiore riguarda il mix pericoloso tra acqua, corrente elettrica e fonti di ossigeno, una combinazione che – come ricorda Savasta – aumenta esponenzialmente il rischio di incendi e incidenti sul lavoro.

“La maggior parte di questi edifici ha meno di dieci anni di vita,” prosegue il Nursind. “È doveroso che l’Azienda effettui un riscontro rigoroso alle ditte esecutrici dei lavori. Si tratta di soldi pubblici spesi per garantire salute e sicurezza, ma il risultato attuale è una fragilità strutturale che mette a repentaglio lavoratori e utenza.”

Il sindacato chiede ora l’attivazione di protocolli d’emergenza condivisi e una verifica strutturale seria e definitiva. Non è più tollerabile che, a ogni pioggia, il personale sanitario debba operare “con l’acqua dentro i locali”, in una sfida costante tra l’efficienza medica e il degrado strutturale.

La posizione di Asp

In merito a quanto riportato dal Nursind, l’Asp di Ragusa ha chiarito che la sala operatoria è stata in piena funzione nel giro di meno di 24 ore e che non è stato necessario riprogrammare nessun intervento in quanto alle 9 di stamani era già pienamente operativa. In merito, invece, alle infiltrazioni d’acqua, l’azienda provvederà, nei prossimi giorni, ad effettuare dei sopralluoghi per comprendere il motivo del persistere delle infiltrazioni.

Foto di repertorio generata da AI

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