Ortofrutta, prezzi alle stelle. I consumatori soffrono, ma gli agricoltori non guadagnano. Ecco perchè

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Prezzi dell’ortofruttta alle stelle nei supermercati e nei mercati rionali. Frutta e verdura, ma soprattutto ortaggi, fanno registrare prezzi più alti rispetto q quanto avveniva in passato.

La spesa diventa più cara per i consumatori che devono acquistare i generi di prima necessità per i pasti della famiglia.Anche al mercato ortofrutticolo di Vittoria (il più grande mercato alla produzione del meridione dopo quello di Fondi, nel Lazio) i prezzi di vendita dei prodotti sono più alti.Spicca il prezzo del pomodorino che ha raggiunto prezzi quasi record. Un chilo di ciliegino di prima scelta viene quotato 4-5 euro, il datterino può raggiungere anche sei euro.

“I prezzi del prodotti sono alti – spiega il presidente dei concessionari del mercato di contrada Fanello, Tony Margiotta – e anche la stagione appena conclusa ha fatto registrare dei prezzi soddisfacenti. Questo però non vuol dire che gli agricoltori abbiano avuto un grande guadagno. Al mercato arriva poca merce. I quantitativi sono bassi. Sulla mancata produzione hanno inciso diversi fattori: in alcuni casi sono le scelte compiute dalle aziende agricole, ma è soprattutto il fattore climatico ad avere condizionato la produzione. Le ondate di calore estive e – in alcuni casi, anche la mancanza di acqua in alcune zone della Sicilia, hanno determinato un crollo della produzione. I quantitativi raccolti e immessi sul mercato sono ridotti, l’offerta sul mercato diminuisce e i prezzi aumentano. Sono diminuiti anche i quantitativi di merce provenienti da altri paesi, come Spagna e Marocco. Il grande caldo ha danneggiato anche lì le colture le colture anche in quei paesi e il loro export ne ha risentito”.

Anche il ciclone Harry che si è abbattuto sulla Sicilia ha fatto la sua parte. “In molte zone della Sicilia le colture sono state danneggiate – spiega Margiotta – in altre zone le piante sono state indebolite e la produzione ne ha comunque risentito, a lungo termine. Il clima inoltre non ha aiutato: un report dello scorso mese di marzo ha evidenziato come in quel mese in Sicilia ci siano state solo cinque giornate di sole pieno”. I cambiamenti climatici, gli eventi estremi, rischiano quindi di condizionare pesantemente il futuro del comparto primario.

Come sempre, in una logica di mercato libero, il prezzo viene determinato dall’incontro tra domanda e offerta.Nelle ultime settimane, però, si è registrato un calo per ciò che riguarda le zucchine. Dapprima vendite a un ero al chilo, ora hanno visto calare tale prezzo.

Per il consumatore finale i prezzi sono alle stelle e gli alti costi per il cibo e per i carburanti contribuiscono a far diminuire il potere d’acquisto delle famiglie italiane.Per gli agricoltori però, il reddito non aumenta. Anche perché anche gli agricoltori sono costretti a fare i conti con gli alti prezzi di carburanti e fertilizzanti, dovuti anche alle tensioni geopolitiche internazionali hanno fatto impennare il prezzo dei fertilizzanti e dei prodotti per l’agricoltura, così come dei mangimi per gli allevamenti d’acqua hanno ridotto i raccolti di ortofrutta (come i pomodori) e cereali, diminuendo l’offerta sui mercati. [1, 2]

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it