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Ortofrutta, prezzi alle stelle. I consumatori soffrono, ma gli agricoltori non guadagnano. Ecco perchè
27 Set 2026 08:42
Prezzi dell’ortofruttta alle stelle nei supermercati e nei mercati rionali. Frutta e verdura, ma soprattutto ortaggi, fanno registrare prezzi più alti rispetto q quanto avveniva in passato.
La spesa diventa più cara per i consumatori che devono acquistare i generi di prima necessità per i pasti della famiglia.Anche al mercato ortofrutticolo di Vittoria (il più grande mercato alla produzione del meridione dopo quello di Fondi, nel Lazio) i prezzi di vendita dei prodotti sono più alti.Spicca il prezzo del pomodorino che ha raggiunto prezzi quasi record. Un chilo di ciliegino di prima scelta viene quotato 4-5 euro, il datterino può raggiungere anche sei euro.
“I prezzi del prodotti sono alti – spiega il presidente dei concessionari del mercato di contrada Fanello, Tony Margiotta – e anche la stagione appena conclusa ha fatto registrare dei prezzi soddisfacenti. Questo però non vuol dire che gli agricoltori abbiano avuto un grande guadagno. Al mercato arriva poca merce. I quantitativi sono bassi. Sulla mancata produzione hanno inciso diversi fattori: in alcuni casi sono le scelte compiute dalle aziende agricole, ma è soprattutto il fattore climatico ad avere condizionato la produzione. Le ondate di calore estive e – in alcuni casi, anche la mancanza di acqua in alcune zone della Sicilia, hanno determinato un crollo della produzione. I quantitativi raccolti e immessi sul mercato sono ridotti, l’offerta sul mercato diminuisce e i prezzi aumentano. Sono diminuiti anche i quantitativi di merce provenienti da altri paesi, come Spagna e Marocco. Il grande caldo ha danneggiato anche lì le colture le colture anche in quei paesi e il loro export ne ha risentito”.
Anche il ciclone Harry che si è abbattuto sulla Sicilia ha fatto la sua parte. “In molte zone della Sicilia le colture sono state danneggiate – spiega Margiotta – in altre zone le piante sono state indebolite e la produzione ne ha comunque risentito, a lungo termine. Il clima inoltre non ha aiutato: un report dello scorso mese di marzo ha evidenziato come in quel mese in Sicilia ci siano state solo cinque giornate di sole pieno”. I cambiamenti climatici, gli eventi estremi, rischiano quindi di condizionare pesantemente il futuro del comparto primario.
Come sempre, in una logica di mercato libero, il prezzo viene determinato dall’incontro tra domanda e offerta.Nelle ultime settimane, però, si è registrato un calo per ciò che riguarda le zucchine. Dapprima vendite a un ero al chilo, ora hanno visto calare tale prezzo.
Per il consumatore finale i prezzi sono alle stelle e gli alti costi per il cibo e per i carburanti contribuiscono a far diminuire il potere d’acquisto delle famiglie italiane.Per gli agricoltori però, il reddito non aumenta. Anche perché anche gli agricoltori sono costretti a fare i conti con gli alti prezzi di carburanti e fertilizzanti, dovuti anche alle tensioni geopolitiche internazionali hanno fatto impennare il prezzo dei fertilizzanti e dei prodotti per l’agricoltura, così come dei mangimi per gli allevamenti d’acqua hanno ridotto i raccolti di ortofrutta (come i pomodori) e cereali, diminuendo l’offerta sui mercati. [1, 2]
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