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NON C’E’ PACE PER LA CAMERA DI COMMERCIO DI RAGUSA. PER IVAN LO BELLO L’ACCORPAMENTO E’ FRUTTO “DI REATI GRAVI”
11 Feb 2017 18:27
“Nella creazione della Camera di Commercio del SudEst reati gravissimi e commistione tra poteri”. Parola di Ivan Lo Bello. Nella procedura per la formazione della nuova Camera di Commercio che accorpa Siracusa, Catania e Ragusa sarebbe stata consumata “una serie continuata di macroscopiche condotte di reato, con la conseguenza che l’esito della procedura medesima viene a configurare una clamorosa turbativa della procedura ad evidenza pubblica”, insiste Lo Bello.
Sono le dichiarazioni che sono state riportate oggi da Siracusaoggi.it e che riguardano da vicino anche la provincia di Ragusa visto che per quanto ci riguarda, in questa vicenda la Camcom iblea è protagonista.
Lo Bello ri corda anche che l’’indagine della magistratura, a carico di noti per reati gravi contro la Pubblica Amministrazione, e la denuncia anche della stampa nazionale, “non hanno ad oggi dissuaso gli attori di questa vicenda dal portare a compimento la condotta delittuosa intrapresa.
Davanti a tutto ciò non è dato comprendere quale sia stato e sia il ruolo del presidente Crocetta che un giorno chiede controlli accurati, mostrando di conoscere i reati consumatisi, salvo poi accettare che i controlli vengano affidati a chi è accusato di non avere rilevato i falsi consumati da alcune associazioni; e un altro giorno promette una commissione di garanzia da affidare ad un alto magistrato, salvo poi revocare senza spiegazioni la decisione, ed ancora sulla stampa dichiara di volerci vedere chiaro ma nel frattempo emette il decreto che consacra i reati denunciati”.
Una storia piena di passaggi paradossali, secondo Ivan Lo Bello. Ed è emblematico che Crocetta, “nonostante l’udienza già fissata a brevissimo per il prossimo maggio al Tar di Catania, non ritenga di sospendere l’insediamento del consiglio pur in assenza di qualunque presupposto di urgenza e indifferibilità”.
Tutta una serie di circostanze che hanno convinto Lo Bello della necessità di non perdere ulteriore tempo. “Chiederò un incontro ai procuratori della Repubblica di Catania e di Palermo per denunciare la reiterazione dei reati posti in essere. Chiederò anche un incontro urgente al nuovo prefetto di Catania, quale organo periferico del Governo, per rappresentare le gravi evidenze emerse già da più di un’anno”.
Proprio nelle ultime ore è stata respinta ieri dal Tar di Catania la richiesta di sospensiva avanzata dalla coalizione riunita attorno a Confindustria nei confronti del commissario straordinario, Alfio Pagliaro, sulle metodologie utilizzate per la composizione delle rappresentanze nel nuovo consiglio camerale. Procedure al termine delle quali si è registrata la vittoria della coalizione di venti associazioni riunite attorno a Confcommercio, che ha espresso come candidato al vertice della nuova Camera del Sud Est, Pietro Agen, presidente regionale di Confcommercio.
La coalizione risultata minoritaria è stata quella legata proprio a Confindustria, rappresentata da trenta associazioni di categoria che avevano scelto come candidato alla presidenza, Ivan Lo Bello, attuale presidente nazionale di Unioncamere. Il Tar di Catania con l’udienza di ieri ha disposto il rinvio della decisione per il 25 maggio.
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