NEL MIO PAESE, SANTA CROCE CAMERINA, CI SONO LE ELEZIONI

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C’è chi espone  angoli caratteristici del mio paese, chi  un gruppo di persone, chi  attività professionali, chi piante, chi fiori. Ma le liste proposte sono solo ed unicamente civiche, guai a chi si presenta con il nome dei partiti nazionali dove magari da tempo ha avuto simpatie o ha militato. Nelle elezioni  del comune è vietato oggi, fare riferimento ai partiti d’appartenenza.

Nel mio paese si ipotizza la candidatura di sei  candidati sindaci e di circa 86 candidati per il consiglio comunale. In ogni famiglia c’è  almeno un candidato al consiglio comunale.

Ma perché si fa ricorso alle liste civiche, me lo sono chiesta più volte, e la risposta che mi sono data è perché bisogna vincere e per vincere bisogna fare accordi a tutto spiano, bisogna mettere da parte tutto.

Si assiste alla stipula di accordi che fino a qualche anno o mese fa sarebbero stati impensabili, la destra si unisce con la sinistra, parte della destra si accorda con il centro etc …..

Ma veramente oggi, per vincere, bisogna mettere da parte e negare i propri concetti sulla vita sociale, sul mondo del lavoro, della solidarietà ecc, bisogna per forza unirsi con chi ha ragionato in maniera contrapposta su tutto e oggi in nome di un ipotetica futura vittoria bisogna negare se stessi?

Io credo che, anche se nascono liste civiche, bisogna sempre fare una distinzione tra chi ha pensato ed agito in un modo e chi in un altro, non credo nei facili, repentini e interessanti cambiamenti di rotte che arrivano nei momenti pre-elettorali, credo nell’onestà intellettuale che in ogni momento bisogna dimostrare.

Anche se si creano liste civiche, bisogna mantenere la correttezza intellettuale che è frutto dell’intelligenza dell’uomo ed essere chiari nelle scelte e negli obiettivi da raggiungere. Bisogna essere molto trasparenti, coinvolgenti e fermi nei metodi da seguire per il raggiungimento dell’obiettivo vittoria.

L’obiettivo non è vincere a tutti i costi, ma vincere per attuare ciò che si pensa sia utile per una collettività, attraverso l’attuazione di quegli interventi che derivano da un preciso indirizzo politico.

L’uomo politico, diceva Gramsci, è l’uomo del dover essere:

Il politico in atto è un creatore, un suscitatore, ma non crea dal nulla, né si muove nel vuoto torbido dei suoi desideri e sogni .. Applicare la volontà,  alla creazione di un nuovo equilibrio delle forze realmente esistenti e operanti, fondandosi su quella determinata forza che si ritiene progressiva.

L’uomo politico vero è un uomo che costruisce, che non si arresta davanti al fascino della banalità, non è e non deve essere l’uomo dei propri bisogni personali ma testimone delle esigenze generali. E’ uno studioso del reale, della storia, dell’economia, dei comportamenti quotidiani. Il politico deve avere il coraggio di affermare le proprie idee e non celarsi dietro accordi segreti o corridoi oscuri, deve raggiungere mete realizzabili ma senza mai venire meno a principi fondanti della politica tesa allo sviluppo della società.

 La moderna strategica politica è trovare un equilibrio tra libertà di agire e libertà del bisogno e non compromessi meschini che avranno come esito la creazione di contrapposizioni sterili.

 

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