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Monterosso Almo si stringe attorno a San Giovanni Battista: fede, tradizione ed emozioni per la festa del Patrono
07 Set 2026 10:51
Monterosso Almo ha vissuto una giornata di grande intensità e partecipazione per la festa di San Giovanni Battista, patrono e protettore della comunità. Un appuntamento che, ancora una volta, ha saputo riunire fede, tradizione e senso di appartenenza, richiamando in paese fedeli e numerosi turisti.
Fin dalle prime ore del mattino, Monterosso si è svegliata al suono festoso delle campane e con il tradizionale pellegrinaggio di devozione. L’atmosfera ha accompagnato la comunità verso uno dei momenti centrali della giornata: la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Giuseppe La Placa.
Il messaggio del vescovo: “Ascoltare significa lasciarsi trasformare”
Nel corso dell’omelia, Monsignor La Placa ha posto al centro della riflessione il tema dell’ascolto, inteso non come semplice capacità di sentire, ma come atteggiamento profondo della vita spirituale.
«Quando il Signore ci invita ad ascoltare, ci chiede qualcosa di più profondo del semplice sentire. Ascoltare significa accogliere la Parola con obbedienza, lasciarla entrare nella nostra vita e trasformarla», ha sottolineato il vescovo.
Un richiamo che si è intrecciato con la figura di San Giovanni Battista, indicato da Mons. La Placa come “uomo del silenzio e della verità”. Il Battista, con la sua austerità e la sua testimonianza, preparò la via del Signore, indicando l’Agnello di Dio e incarnando nel deserto la forza della profezia.
La “Nisciuta” del simulacro, la piazza esplode di emozione
La mattinata era stata scandita dalle celebrazioni eucaristiche presiedute dai sacerdoti Francesco Ottone e Salvatore Giaquinta e dalla tradizionale sfilata del corpo bandistico cittadino, che ha portato musica e festa lungo le strade di Monterosso Almo.
Alle 11 è arrivato uno dei momenti più attesi: la tradizionale “Nisciuta” del simulacro di San Giovanni Battista. La piazza si è riempita di fedeli, colori ed emozione, mentre il simulacro del Patrono faceva la sua uscita tra gli squilli delle trombe, il lancio degli ‘nzaiarieddi e lo spettacolo pirotecnico curato dalla ditta Fuochi s.r.l. di Chiarenza.
Una scena di grande suggestione, vissuta con entusiasmo dalla comunità e dai tanti presenti arrivati anche da fuori paese. La festa ha infatti confermato la sua capacità di richiamare anche numerosi turisti, trasformando Monterosso in un luogo di incontro tra devozione, tradizione e cultura popolare.
Nel pomeriggio la processione e la “Facciata”
La festa è proseguita nel pomeriggio con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal sacerdote Fabio Randello, concelebrata dai sacerdoti monterossani e dai parroci emeriti.
Poi, ancora una volta, il simulacro di San Giovanni Battista è tornato tra la gente. La seconda uscita è stata accompagnata da un nuovo spettacolo pirotecnico, prima della tradizionale “Facciata”, momento particolarmente sentito dalla comunità.
Il rientro della processione, con il simulacro portato a spalla dai fedeli, ha rappresentato ancora una volta il segno concreto di una devozione capace di attraversare il tempo e di trasmettersi da una generazione all’altra.
La grande conclusione tra spiritualità e spettacolo
In piazza San Giovanni, la riflessione spirituale dettata da don Fabio Randello ha accompagnato la comunità verso gli ultimi momenti della festa. Poi gli occhi si sono rivolti al cielo per il grandioso trattenimento piromusicale curato dalla ditta International Fireworks di Lorenzo e Paolo La Rosa.
A mezzanotte, il rientro del simulacro sull’altare maggiore ha sancito la conclusione della giornata dedicata al Patrono. Subito dopo, l’estrazione dei biglietti della lotteria ha completato il programma della festa.
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