Comiso abbraccia la Madonna delle Grazie: una festa di fede, devozione e tradizione

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Comiso si è stretta ancora una volta attorno alla Madonna delle Grazie. La festa patronale si è conclusa con una partecipazione straordinaria, confermando il profondo legame della comunità parrocchiale con la propria Patrona e trasformando il fine settimana in un intenso viaggio tra preghiera, tradizione e condivisione.
Centinaia di fedeli hanno preso parte ai momenti più importanti della festa, insieme alle autorità civili e religiose, in un clima capace di unire generazioni diverse nel segno di una devozione che continua a rappresentare una parte importante della storia e dell’identità di Comiso.

La vigilia tra preghiera e festa popolare

Il primo appuntamento è stato sabato sera, con la vigilia della festa. Il santo Rosario e la solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal rettore del Seminario di Ragusa, don Gianni Mezzasalma, hanno aperto una serata vissuta con grande partecipazione.
Dopo il momento religioso, la comunità ha lasciato spazio alla festa popolare. Lo spettacolo musicale del gruppo “I Mille Watt”, la sagra della salsiccia e del cannolo e il raduno delle macchine d’epoca organizzato dall’associazione “Cinquecentisti” hanno animato la serata, creando un’atmosfera di condivisione e convivialità.
Una vigilia che ha saputo mettere insieme due anime della festa: quella della fede e quella della tradizione popolare, preparando la comunità alla giornata più attesa.

La domenica della festa nel ricordo dei parroci

La domenica, giorno della festa solenne, è iniziata con il suono festoso delle campane e con le celebrazioni eucaristiche dedicate anche alla memoria di don Francesco Lo Monaco e di mons. Rosario Sgarioto, sacerdoti che hanno lasciato un segno profondo nella storia della parrocchia.
Nel pomeriggio, la supplica alla Beata Vergine ha introdotto uno dei momenti più sentiti della giornata. La discesa del venerato simulacro ha preceduto la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa.
Nel corso della celebrazione, il vescovo ha richiamato il valore della fede come radice viva della comunità comisana, sottolineando il significato profondo di una festa che ogni anno torna a riunire la città attorno alla figura della Madonna delle Grazie.

La “Sciuta” e la città invasa dalla devozione

Poi è arrivato il momento che da sempre rappresenta uno dei simboli più forti della festa: la solenne “Sciuta” del simulacro.
All’uscita, la Madonna delle Grazie è stata accolta da una pioggia di festoni colorati e dall’abbraccio di una folla commossa e partecipe. Il simulacro ha attraversato le vie della città accompagnato dalla preghiera dei fedeli, in un lungo percorso scandito da soste davanti alle chiese e da momenti di raccoglimento.
Durante la processione, il sindaco ha recitato l’atto di consacrazione della città di Comiso alla Madonna delle Grazie. Un gesto dal forte valore simbolico, che ha sottolineato il rapporto tra la Patrona e l’intera comunità cittadina.
La processione è stata accompagnata anche dallo spettacolo pirotecnico, che ha illuminato la serata regalando un ulteriore momento di emozione ai tanti presenti.

Alle Cave Grazie la preghiera per figli e famiglie

Tra i momenti più significativi della processione, quello vissuto alle Cave Grazie ha assunto un valore particolare.
Qui è stata recitata la preghiera di consacrazione dei figli e delle famiglie alla Madonna. Un momento intimo e profondamente sentito, che ha riportato al centro della festa il suo significato più autentico: affidare alla Patrona le persone, le famiglie e il futuro della comunità.
È proprio in questi gesti che si rinnova ogni anno una devozione capace di attraversare il tempo, mantenendo vivo un legame che passa dai genitori ai figli e dalle generazioni più anziane ai giovani.

La gratitudine del parroco: “Un segno di fede che unisce generazioni”

Al termine della festa, il parroco don Mauro Nicosia ha espresso gratitudine per la grande partecipazione e per la collaborazione di tutte le realtà che hanno contribuito alla riuscita dell’appuntamento.
Il sacerdote ha sottolineato come la festa rappresenti “un segno di fede che unisce generazioni e che continua a raccontare la storia di Comiso attraverso la devozione e la condivisione”.
Parole che racchiudono il significato di un appuntamento che va oltre la dimensione strettamente religiosa. La festa della Madonna delle Grazie è infatti anche memoria collettiva, identità e senso di appartenenza.

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