Modica ricorda Sandra a due anni dalla tragedia: appello della mamma a chi ha ricevuto i suoi organi

A due anni da quella tragica domenica del 25 febbraio 2024, la famiglia di Sandra Spadaro, giovane modicana scomparsa prematuramente a soli 34 anni a causa di un aneurisma, ha voluto affidare ai social un nuovo, toccante messaggio per ricordare il suo straordinario gesto di amore e generosità.

Il post, pubblicato sulla pagina Facebook “Trapiantati d’organi e famiglie dei donatori incontriamoci”, è un abbraccio aperto a chi, grazie a Sandra, oggi continua a vivere. Un appello discreto, carico di dignità e speranza, rivolto a chi ha ricevuto i suoi organi: «Chi si riconosce e vorrà farsi avanti in qualsiasi modo, anche in forma anonima, noi saremo pronti», scrive la mamma.

L’espianto avvenne all’ospedale Maggiore “Nino Baglieri” di Modica la mattina del 25 febbraio. Sandra donò fegato, reni, polmoni e cornee. Il fegato e i reni raggiunsero l’ISMETT di Palermo; il fegato fu trapiantato a un ragazzo della sua stessa età, che in seguito ha cercato la famiglia per far sapere di stare bene. Dei reni non si conosce l’identità dei riceventi. I polmoni furono inviati a Padova, mentre le cornee furono destinate alla Banca degli Occhi del Veneto. Una comunicazione ricevuta nei mesi successivi confermò che i trapianti erano andati a buon fine.

Sandra viene ricordata come una ragazza solare, piena di vita, profondamente legata alla famiglia, in particolare alla sua amata nipotina. Lavoratrice instancabile, stava per sostenere gli esami per diventare operatrice socio-sanitaria. Aveva appena concluso il tirocinio proprio nell’ospedale dove, poco dopo, sarebbe stata soccorsa. Il suo desiderio era aiutare gli altri. E, in un modo diverso ma potentissimo, lo ha fatto davvero.

Il nuovo appello della famiglia non è solo un invito a chi ha ricevuto il dono a farsi avanti, ma anche un messaggio più ampio di sensibilizzazione alla cultura della donazione degli organi. Un messaggio ancora più significativo alla luce di recenti fatti di cronaca che hanno scosso l’opinione pubblica, come il caso del piccolo Domenico a Napoli. Episodi dolorosi che, sottolineano in tanti nei commenti al post, non devono incrinare la fiducia nel sistema della donazione e dei trapianti, ma semmai rafforzare l’impegno verso controlli sempre più rigorosi e una cultura della solidarietà consapevole.

Il post ha ricevuto numerosi commenti: persone trapiantate che hanno voluto testimoniare la loro gratitudine eterna verso chi ha donato; persone che ogni anno ricordano il proprio donatore con una messa in suffragio o un gesto silenzioso.

Due anni dopo, il dolore resta. Ma resta anche la certezza che Sandra continua a vivere nei gesti quotidiani di chi ha ricevuto i suoi organi. E nel cuore di chi la ama, che non smette di trasformare una tragedia in un messaggio di speranza e di vita per gli altri.

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