Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
Migranti: solo un problema di ordine pubblico? O è la rivalsa della nostra (in)coscienza
22 Mag 2019 09:32
È frequente, che in tivù, soprattutto negli ultimi tempi, in qualsiasi trasmissione di attualità o di politica, si parli dell’immigrazione come un problema di ordine pubblico.È questo non è un bene. Ci sono città in cui l’immigrato è visto come un pericolo; ci sono crocicchi, fermate di autobus in cui l’esibizione sfacciata, a qualsiasi ora, di spacciatori di ” fumo” o di eroina, sembra fatta apposta per conciliare l’esasperazione dei cittadini con l’allarme dei giornali e con i cattivi pensieri di alcuni politici e di amministratori locali.
Che l’Italia, sia vittima di un’invasione continua e irrefrenabile, da sud e da est, è vero, e lo dimostrano i numerosi sbarchi intorno alla Sicilia e sulle coste della Calabria e della Puglia, ma è pur vero che, se a molti di questi migranti non sarà data la dovuta accoglienza, i ” terminali” di questa invasione saranno le periferie, gli edifici abbandonati, le fabbriche dismesse, dove i clandestini si rifugeranno, per sfuggire ai controlli e inevitabilmente organizzeranno imprese malavitose.
Sopra di loro, le ” cupole “mafiose alleate o concorrenti con la delinquenza nostrana; ma intorno a loro, anche le connivenze di ricettatori di refurtive, agenzie più o meno clandestine di collocamento in lavori neri o in alloggi in subaffitto.
Ma il problema, non è e non può essere solo d’ordine pubblico, se lo consideriamo anche e soprattutto come un’opportunità, esso non è quel male assoluto che vogliamo così facilmente vedervi. Si, le statistiche ufficiali abbondano di dati e confronti temporali a proposito di particolari reati attribuiti ai migranti, ma non ci dicono nulla di quella economia sommersa, gestita prevalentemente da italiani che sfrutta l’emergenza dell’immigrazione. E anche questo è un male..
Quante aziende chiuderebbe la propria attività, se non ci fossero queste persone. Siamo una comunità pur varia e diversa, nella quale però spesso affiora una disposizione cordiale alla solidarietà, al soccorso, alla comprensione; ma paradossalmente, questi impulsi talora si rivolgono alle vittime di nostre colpe collettive, a causa delle quali non abbiamo prevenuto o evitato quei dolori che ci muovono a compassione. Siamo vittime non innocenti.
Eh si, curiamo poco le verità chiare e ferme di chi ci richiama a fare l’Italia nelle molte parti in cui non è fatta; molto spesso assistiamo a vergognosi litigi di politici che danneggiano anziché consolidare le istituzioni fondamentali. Ma non siamo capaci , non riusciamo a promuovere con il voto e la partecipazione una diversa classe dirigente, una differente cura del bene comune.
Vorremmo, nei nostri limiti, che tutto funzionasse, e gli uomini avessero più dignità di vita e meno pericoli di sofferenza e di morte. Ma non sappiamo neppure rispettare le regole che favoriscono quel risultato. E allora? Allora non chiudiamo i porti, ma come dice la Chiesa, apriamo i nostri cuori…….
contributo editoriale Giovanna Cannizzaro
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