Migrante agonizzante dopo il parto, “Gettatela in mare” ordinano i trafficanti

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Dopo avere partorito suo figlio, venuto alla luce morto, è rimasta agonizzante per una emorragia interna per tre giorni riversa sul pavimento senza che i suoi carcerieri, che la tenevano prigioniera in una cella assieme ad altri migranti, l’aiutassero. Poi quando è arrivato il momento di lasciare il campo in Libia, i trafficanti hanno ordinato ai prigionieri di salire sul barcone e di portare con sé anche la donna, ormai in fin di vita: «Buttatela a mare e andate a morire anche voi nel Mediterraneo». Il cadavere della giovane Eritrea di 24 anni è stato poi trovato nel barcone dai soccorritori ai quali i testimoni hanno riferito la tragica storia di quella donna, il cui corpo è stato vegliato durante la traversata dagli africani: «Perché era una nostra sorella».
I superstiti, 431 in totale, sono arrivati nel porto commerciale di Augusta a bordo della nave della Ong spagnola «Open arms». La salma dell’Eritrea è stata trasferita nell’obitorio di Siracusa. «Non potevamo gettarla in mare, qui avrà pace», hanno detto i testimoni ai volontari. fonte gds.it
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