Memoria e Accoglienza: l’arancione che unisce Ragusa alle vittime del naufragio di Lampedusa

RAGUSA – Un colore per non dimenticare. Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre, il Palazzo municipale di Ragusa si illuminerà di arancione, in segno di adesione alla Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. L’iniziativa, promossa a livello nazionale dal Comitato 3 ottobre, ricorda il dodicesimo anniversario di uno dei più tragici naufragi avvenuti al largo di Lampedusa, nel 2013, quando persero la vita centinaia di migranti in viaggio verso l’Europa.

La scelta dell’arancione, colore simbolo di questa ricorrenza, vuole trasmettere un messaggio di solidarietà, vicinanza e speranza, unendo idealmente le comunità locali alle vittime e alle loro famiglie.

«Il Mediterraneo, il nostro mare “di casa” – dichiara l’assessora alle Politiche per l’Inclusione, Elvira Adamo – si è trasformato negli ultimi anni in un cimitero invisibile per tante persone migranti in cerca di una vita e di un futuro. Il Mediterraneo custodisce corpi, ma anche storie, racconti, speranze. La Giornata della Memoria e dell’Accoglienza è un segnale per esprimere solidarietà ma anche per commemorare le persone migranti scomparse che, spesso, restano senza nome, perdendo così non solo la vita ma anche l’identità».

Un impegno, quello del Comune di Ragusa, che non si limita ai gesti simbolici. I Servizi Sociali, infatti, sostengono le spese per la sepoltura dei corpi di uomini, donne e bambini che il mare restituisce sulle coste siciliane. Ma, come sottolinea l’assessora, «il nostro obiettivo è quello di arrivare a un’identificazione certa, in collaborazione con le Forze dell’ordine, altri Enti pubblici e organizzazioni non profit, per poter scrivere un nome e, magari, poter avvisare una famiglia».

Accendere di arancione il Palazzo municipale diventa così un atto collettivo, un gesto che trasforma la memoria in responsabilità condivisa e che ricorda come, dietro ogni numero, ci sia sempre una persona, una storia, una vita che merita dignità. foto di repertorio

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it