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Medici di famiglia verso lo sciopero, fallisce la conciliazione in Prefettura: «Servono cambiamenti strutturali»
26 Giu 2026 12:03
Si avvicina lo sciopero dei medici di medicina generale della provincia di Ragusa. Si è infatti concluso senza accordo il tentativo obbligatorio di conciliazione e raffreddamento svoltosi in Prefettura, passaggio previsto dalla normativa prima della proclamazione di un’astensione dal lavoro.
Al tavolo erano presenti i vertici dell’Asp di Ragusa e i rappresentanti della Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), guidati dal segretario provinciale Roberto Licitra.
Nel corso dell’incontro il sindacato ha illustrato le ragioni dello stato di agitazione, denunciando una serie di criticità che, secondo la categoria, incidono ormai in maniera strutturale sull’organizzazione della medicina territoriale e sulla qualità dell’assistenza ai cittadini.
Tra le principali problematiche evidenziate figurano la mancata presa in carico da parte della medicina specialistica dei pazienti cronici, con il conseguente allungamento delle liste d’attesa e l’aumento dei disagi per gli utenti; gli elenchi anagrafici dei pazienti non aggiornati in tempo reale, che generano difficoltà operative e contenziosi; la mancata applicazione dell’Accordo Integrativo Regionale 2025 relativo ai collaboratori di studio e, infine, l’esclusione dei medici di famiglia dalle decisioni riguardanti l’attivazione delle Case di comunità.
Secondo la Fimmg, queste scelte non possono essere adottate unilateralmente dall’Asp ma devono essere condivise con i medici di medicina generale, come previsto dai contratti e dalla normativa regionale.
Durante la riunione, la Prefettura avrebbe riconosciuto la fondatezza delle richieste avanzate dal sindacato, invitando l’Azienda sanitaria provinciale a riprendere un confronto costruttivo con la categoria.
L’Asp ha proposto l’istituzione di tavoli tecnici per affrontare le diverse criticità, ma la Fimmg ha respinto la proposta, sostenendo che analoghi tavoli convocati negli anni precedenti non abbiano prodotto risultati concreti.
«Non chiediamo incontri formali, ma cambiamenti strutturali», affermano i rappresentanti provinciali del sindacato. «Se nei prossimi mesi non arriveranno segnali concreti di svolta, procederemo con nuove giornate di sciopero. La mediazione è fallita e siamo pronti a proclamare l’astensione dal lavoro nel rispetto del preavviso previsto dalla legge».
La Fimmg ribadisce di non voler interrompere il dialogo con l’Asp, ma sottolinea come, a suo avviso, sia ormai necessario un cambio di passo nell’organizzazione della medicina territoriale per garantire condizioni di lavoro adeguate ai medici di famiglia e un servizio più efficiente ai cittadini.
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