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Non lasciò mai i suoi fedeli: il libro che racconta la vita eroica di monsignor Ricca
25 Giu 2026 09:20
Un sacerdote amatissimo, un vescovo che ha attraversato le pagine più difficili della storia del Novecento senza mai lasciare il suo popolo. È dedicato a monsignor Ferdinando Ricca, vescovo di Trapani dal 1932 al 1947, il nuovo libro dello studioso Gaetano Bruno, pubblicato da Etabeta con il titolo “Sua Eccellenza reverendissima monsignor Ferdinando Ricca, vescovo di Trapani. Il buon soldato di Cristo”.
Il volume, arricchito dalla prefazione del vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli, sarà presentato il 27 giugno alle ore 20 nella basilica di San Giovanni Battista. All’incontro interverranno il parroco don Salvatore Converso e la giornalista Francesca Cabibbo, alla presenza dell’autore.
La figura di monsignor Ricca, nato a Vittoria nel 1880 da una famiglia nobile, emerge come quella di un pastore profondamente radicato nella sua comunità e al tempo stesso protagonista della vita ecclesiale siciliana del Novecento. Ordinato sacerdote nel 1903, si formò tra Siracusa e il seminario, distinguendosi presto per il suo impegno educativo e pastorale.
A soli trent’anni fu nominato arciprete e parroco di San Giovanni Battista a Vittoria, guidando una comunità complessa in un periodo segnato da tensioni sociali e dalla diffusione di ideologie anticlericali. In quegli anni avviò un’opera di rinnovamento spirituale e sociale, sostenendo la crescita dell’Azione Cattolica e promuovendo la nascita di nuove parrocchie come San Giuseppe e il Sacro Cuore.
Nel 1932 la nomina a vescovo di Trapani segnò l’inizio di una nuova fase della sua missione pastorale. Anche qui monsignor Ricca si distinse per il rafforzamento della vita parrocchiale, la riorganizzazione della Curia e la promozione di iniziative spirituali di grande rilievo, tra cui il primo congresso eucaristico diocesano.
Il suo episcopato si intrecciò con uno dei periodi più drammatici della storia italiana: il fascismo e la Seconda guerra mondiale. Durante i bombardamenti e lo sbarco degli Alleati in Sicilia, il vescovo rimase sempre accanto alla popolazione, nonostante la distruzione della casa vescovile e il crollo di numerose chiese.
Non abbandonò mai Trapani. Visitò feriti e ospedali militari, si oppose alla chiusura della struttura sanitaria voluta dalle truppe tedesche e, nei momenti più critici, arrivò a far seppellire i morti nel giardino del vescovado quando i cimiteri non erano più sufficienti.
Una testimonianza di fedeltà assoluta al proprio popolo che gli valse il ricordo di “pastore tra la gente” e “buon soldato di Cristo”, come lo definisce il titolo del volume.
Il libro di Gaetano Bruno ricostruisce la sua biografia attraverso un attento lavoro d’archivio e si articola in due sezioni. La prima dedicata alla ricostruzione storica della vita del vescovo tra Vittoria e Trapani, la seconda composta da documenti originali, cronache dell’episcopato, testimonianze sulla guerra, relazioni storiche e il testo del suo testamento.
Particolarmente significativo il lascito spirituale e materiale di monsignor Ricca, che destinò i suoi beni alla Chiesa Madre di Vittoria, alle diocesi di Siracusa e Caltagirone, a opere ecclesiastiche e ai poveri.
L’autore, Gaetano Bruno, già noto per i suoi studi sulla storia religiosa del territorio, sottolinea come la scoperta della dimensione francescana del vescovo abbia rafforzato la volontà di dedicargli un’opera organica, in occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi.
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