LO DICE LA RICERCA PRESENTATA A RAGUSA DAL SOLCOOP IBLEO

 

Presentato ieri a Ragusa, dal Consorzio “Sol.Coop.Ibleo”, Rete provinciale di imprese sociali ragusane, in collaborazione con l’Ufficio provinciale del Lavoro di Ragusa, diretto da Domenico Palermo, il libro dal titolo “Buone prassi per l’inclusione socio-lavorativa dei soggetti portatori di disabilità psico-sociale”. Si tratta di un testo frutto della collaborazione tra il Consorzio Laire, l’Asp 3 (nucleo interventi di Rete), Iraps, Idea Lavoro e il Consorzio Sol.Co. Catania. Alla presentazione hanno partecipato oltre a Palermo e al presidente del Sol.Coop.Ibleo, Salvatore Borrelli, anche Concetta Vaccaro, presidente del Consorzio La.I.Re., e Roberto Ortoleva, coordinatore progetto Interventi di rete Asp 3 di Catania.

L’obiettivo del volume, come è stato spiegato durante la presentazione, è quello di mettere al centro di ogni cosa la dignità delle persone, soprattutto di chi vive un forte disagio psico-sociale, persone alle quali assicurare formazione umana e professionale. La cooperazione sociale, in questo senso, rappresenta un valido strumento di transizione e di supporto sia per la persona svantaggiata che vuole immettersi nel mercato del lavoro, sia per l’azienda.
Negli ultimi 10 anni, la cooperazione sociale è stata in grado, infatti, di promuovere l’inserimento delle persone con disabilità psico-sociale nel mercato del lavoro, grazie alla capacità di fare “rete”. Per questo motivo occorre puntare sulla cooperazione sociale come strumento di promozione e di politiche attive del lavoro. Il volume nasce e si sviluppa grazie all’esperienza sul campo e ai risultati raggiunti.

“Il lavoro è ancora oggi, per i disabili psichici – dice Borrelli – un’aspettativa disattesa e per loro il tasso di disoccupazione è ancora molto elevato. Le conoscenze ed esperienze maturate in questi anni hanno, però, portato a maturare la consapevolezza che si tratti di un obiettivo realisticamente perseguibile laddove si attivano metodologie e strumenti che riescono a leggere, interpretare e affrontare il problema nella sua complessità”.

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