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“Liberi di scegliere”: finanziati cinque progetti nelle scuole del territorio ibleo
04 Ago 2026 08:27
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Un’alleanza tra istituzioni e mondo dell’istruzione per offrire ai giovani alternative concrete ai contesti di devianza e criminalità organizzata.
In Sicilia la scuola si conferma presidio fondamentale di democrazia e riscatto sociale. Con la pubblicazione della graduatoria definitiva dei progetti ammessi al finanziamento nell’ambito della circolare regionale “Liberi di scegliere”, l’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana ha dato il via libera a 108 progetti ideati dagli istituti scolastici dell’Isola di cui cinque della Provincia di Ragusa:
1. I.I.S. “Giovanni Verga” (Modica)
2. Liceo Scientifico Statale “Enrico Fermi” (Ragusa)
3. I.C.S. “Antonio Amore” (Pozzallo)
4. I.C.S. “Quasimodo – Ventre” (Ragusa)
5. I.C.S. “Raffaele Poidomani” (Modica)
Un investimento complessivo di oltre 1,6 milioni di euro (con un contributo massimo di 15 mila euro per ciascun istituto) e percorsi diversificati per ordine e grado scolastico, adeguati all’età degli studenti, e dedicati alla cultura della legalità e alla cittadinanza attiva, allo sviluppo del pensiero critico sul fenomeno mafioso, alla prevenzione della devianza minorile con percorsi di coscienza civica e democratica, anche in collaborazione con le università.
“I progetti presentati – commenta il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – sono la dimostrazione tangibile di come la legge “Liberi di scegliere” riesca a intercettare le esigenze della società. Prima fra tutte, quella di proporre alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi percorsi specifici che possano garantire, insieme alla formazione e all’educazione, anche protezione sociale e l’inserimento nel mondo del lavoro: tra gli antidoti più efficaci per contrastare le scorciatoie proposte dalla criminalità organizzata”.
L’iniziativa dà attuazione all’omonima legge regionale (L.R. n. 24/2025), un testo approvato all’unanimità dall’Assemblea Regionale Siciliana che mira a costruire un sistema integrato di protezione, inclusione e supporto sociale.
Il modello si ispira all’esperienza del protocollo giudiziario promosso dal magistrato Roberto Di Bella per affrancare minori e nuclei familiari dai contesti di criminalità organizzata, offrendo loro un’alternativa concreta. I pilastri dell’intervento scolastico sono chiari: Sviluppo del pensiero critico con la creazione di laboratori per comprendere e decostruire le dinamiche del fenomeno mafioso; Cittadinanza attiva e memoria attraverso iniziative dedicate al ricordo delle vittime della mafia e alla promozione della cultura democratica; Prevenzione della devianza con attività laboratoriali, orientamento e supporto psicopedagogico per intercettare precocemente il disagio giovanile; Contrasto alla dispersione scolastica mediante percorsi mirati a rafforzare la motivazione allo studio e prevenire l’abbandono scolastico.
“La scuola ha un ruolo centrale nella lotta alla criminalità organizzata – afferma l’assessore Mimmo Turano – L’auspicio è che, attraverso queste iniziative, si riesca a trasmettere ai giovani un messaggio fondamentale: dissociarsi dai contesti criminali è possibile. Lo Stato c’è e lavora ogni giorno per diffondere tra gli studenti i valori e l’esempio di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, don Pino Puglisi e di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita nella lotta alla mafia”.
Grazie alle risorse assegnate, i cinque istituti di Ragusa, Modica e Pozzallo potranno avviare percorsi territoriali in sinergia con enti locali, forze dell’ordine e associazioni del terzo settore. Nei diversi comuni dell’area iblea le risorse destinate dal bando permetteranno alle scuole di attivare laboratori formativi territoriali, promuovere percorsi di orientamento sociale e professionale, fornire ascolto e supporto specialistico.
Le attività dei 108 progetti approvati nell’Isola prenderanno il via durante l’anno scolastico 2026/2027 consolidando una rete permanente di prevenzione e riscatto sociale. I risultati e le buone pratiche elaborate dalle scuole diventeranno un patrimonio condiviso, ponendo la scuola al centro di un modello integrato di prevenzione sociale che unisce educazione, protezione e inserimento lavorativo.
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