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E’ solo fantapolitica? Nino Minardo candidato alla presidenza della Regione? Una corsa che potrebbe passare dal Comune di Modica
04 Ago 2026 15:00
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C’è la politica fatta di dichiarazioni ufficiali. E poi c’è quella dei segnali, degli indizi e dei movimenti che, messi uno accanto all’altro, iniziano a raccontare uno scenario. Magari è solo fantapolitica. Oppure no.
Negli ultimi giorni il nome che ha iniziato a circolare con sempre maggiore insistenza negli ambienti del centrodestra siciliano è quello di Nino Minardo. Il commissario regionale di Forza Italia, presidente della Commissione Difesa della Camera e già uomo di punta della Lega prima del ritorno nel partito azzurro, viene indicato da più parti come una possibile carta che Forza Italia potrebbe giocare nella partita per Palazzo d’Orléans.
A riaccendere il dibattito sono stati alcuni elementi tutt’altro che marginali. Il primo è il trasferimento della residenza da Roma a Modica, requisito necessario per un’eventuale candidatura alla presidenza della Regione. Una scelta che ha inevitabilmente alimentato le indiscrezioni, tanto da spingere lo stesso Minardo a intervenire pubblicamente per smentire qualsiasi autocandidatura, ribadendo di essere concentrato sul suo ruolo romano e sul rafforzamento di Forza Italia in Sicilia.
Le smentite, però, in politica spesso non bastano a spegnere i rumors. Anzi. Secondo le ricostruzioni pubblicate nei giorni scorsi da la Repubblica e dalla Gazzetta del Sud, all’interno di Forza Italia il ragionamento esiste eccome. Se Renato Schifani non dovesse ottenere la ricandidatura unitaria del centrodestra, il partito non avrebbe alcuna intenzione di consegnare automaticamente la guida della Regione a Fratelli d’Italia. E Minardo rappresenterebbe una figura capace di tenere insieme gli equilibri interni, ricompattare il partito e dialogare con gli alleati.
Naturalmente siamo ancora nel campo delle ipotesi. Ma proprio queste ipotesi aprono altri scenari.
E se il domino arrivasse fino a Modica?
Qui entra in gioco la fantapolitica.
Da tempo si parla della possibile candidatura all’Assemblea Regionale Siciliana del sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, che potrebbe lasciare Palazzo dell’Aquila già nei prossimi mesi per affrontare la campagna elettorale.
Ma se davvero Forza Italia decidesse di puntare con decisione sul rilancio del partito in vista delle Regionali, potrebbe emergere anche un’altra candidatura eccellente: quella del sindaco di Modica, Maria Monisteri.
Attenzione: non tanto per una presunta ambizione personale della prima cittadina, quanto come scelta politica del partito. Una candidatura di un sindaco in carica rappresenterebbe infatti un segnale forte, soprattutto in una provincia strategica come quella di Ragusa, dove gli equilibri politici sono in continua evoluzione.
Uno scenario che, inevitabilmente, aprirebbe un’altra partita: quella del Comune di Modica.
L’eventuale candidatura della Monisteri comporterebbe infatti le dimissioni dalla carica di sindaco e il conseguente commissariamento dell’ente, proprio in una fase particolarmente delicata.
Da una parte c’è il difficile equilibrio finanziario, con il peso del disavanzo che continua a condizionare l’attività amministrativa. Dall’altra c’è un quadro politico tutt’altro che stabile, reso ancora più fragile dal recente secondo rimpasto di giunta e dall’uscita, tutt’altro che silenziosa, degli assessori Drago e Antoci, che hanno lasciato l’esecutivo sbattendo la porta.
Coincidenze? Fantapolitica? Forse.
Ma c’è una frase che oggi fa riflettere
C’è infatti un dettaglio che, riletto oggi, assume un significato diverso.
Durante la recente conferenza stampa dell’Mpa a Ragusa, organizzata per ufficializzare l’ingresso di Gaetano Mauro — proveniente proprio da Forza Italia — nel movimento autonomista, Raffaele Lombardo si lasciò sfuggire un passaggio che allora sembrò quasi un lapsus.
Parlando delle future competizioni elettorali fece riferimento al fatto che “si voterà a Ragusa… e anche a Modica”.
In sala, molti pensarono che il leader autonomista si fosse semplicemente confuso. Del resto era noto il riferimento alle possibili elezioni anticipate nel capoluogo ibleo, non certo nella città della Contea.
Eppure Lombardo difficilmente parla per caso.
Chi conosce il fondatore dell’Mpa sa che spesso preferisce suggerire piuttosto che dichiarare apertamente, lasciando intendere scenari che solo successivamente iniziano a prendere forma.
Oggi, alla luce delle indiscrezioni sulla possibile candidatura di Minardo alla presidenza della Regione e del lavoro che Forza Italia starebbe portando avanti per costruire una squadra competitiva anche nei collegi provinciali, quella frase pronunciata quasi tra parentesi potrebbe apparire sotto una luce diversa.
È davvero questa la strategia degli azzurri? Oppure si tratta soltanto di coincidenze lette a posteriori?
Le risposte arriveranno nei prossimi mesi.
Per adesso resta soltanto la fantapolitica. Ma, come insegna la storia della politica siciliana, spesso è proprio la fantapolitica ad anticipare ciò che, qualche mese dopo, diventa cronaca.
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