Liberati 550 rondoni dopo le cure dei volontari. Ma tanti ancora vanno curati

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Questa volta non c’era la mamma rondone a spingere il piccolo verso il primo battito di ali e ad iniziare ad esplorare il mondo dall’alto. C’erano i volontari che delicatamente li hanno accompagnati con le proprie mani dopo averli nutriti per giorni. A Ragusa sono stati rimessi in libertà 550 dei circa 1100 rondoni che un gruppo di volontari, con a capo Antonio Bologni, stanno accudendo dopo che le alte temperature hanno stroncato la vita dei rondoni più grandi lasciando i piccoli senza cibo, senza forza e con la difficoltà a compiere il magico primo volo. Molti sono stati trovati a terra dai cittadini, stremati dal caldo o caduti dai nidi, e sono stati portati ad Antonio Bologni che ha un negozio di esche e materiale per pesca ma che è ormai da qualche anno, cerca di dare un aiuto a questi volatili in difficoltà. Gli altri anni ne ha accudito una media di 40-50, ma quest’anno, a causa del troppo caldo, il numero è incredibilmente aumentato superando appunto il migliaio. Ma per circa metà di questi rondoni è arrivato il momento di volare per la prima volta o di tornare a farlo, dopo essere stati nutriti opportunamente. 

“Abbiamo ricevuto da parte delle persone circa 1100 rondoni di cui ne abbiamo già liberati 550 circa – racconta Bologni – Poi abbiamo ricevuto anche 24 stornelli, di cui 18 liberati, 8 passeri che verrano liberati a breve così un paio di cardellini e 5 balestrucci di cui 1 è stato già liberato. L’affluenza dei rondoni per fortuna è divenuta più bassa perché le temperature si sono molto abbassate. Ad esempio venerdì ne abbiamo ricevuti 25 e sabato mattina 15. Invece per quanto riguarda i liberi contributi dei cittadini, essendo diminuiti i rondoni, anche i contributi sono scesi di parecchio e inevitabilmente il nostro budget. E siamo indietro perché così mancheranno un centinaio di scatole di grilli da far mangiare”. 

Quanto ai volontari, anche quelli sono diminuiti, ma restano gli assidui, un gruppo formato da 6-7 persone. Ogni tanto viene ad aiutare qualcuno ma sempre troppo pochi per fare mangiare in modo adeguato i rondoni assistiti. “Facciamo comunque anche le nottate per farli mangiare secondo quanto è necessario”, dice Bologni che offre dei consigli anche alle persone che prendono i rondoni e vogliono magari provare a far mangiare qualcosa. Bisogna fare attenzione e attenersi a delle regole. “Chi volesse aiutare direttamente i rondoni può farlo a casa ma deve attenersi a delle regole – spiega Bologni – Va precisato che il rondone è un uccello prettamente insettivoro, ovvero mangia esclusivamente insetti, dunque non ha lo stomaco adattato a poter digerire pesce, carne, omogenizzati, frutta, verdura, latte. Mangia solo insetti. Le persone non devono dare carne macinata perché poi comporta problemi maggiori allo stomaco e al piumaggio. 

L’unico cibo che noi umani possiamo dare a loro sono i grilli perché all’80 % completa il suo fabbisogno alimentare. Ogni rondone ne mangia circa 7 o 8 per 4 volte al giorno. Noi compriamo i grilli congelati e nell’acqua in cui scongeliamo aggiungiamo vitamina b. Altri insetti che noi possiamo dare, ma in modo parsimonioso, sono le tarme della farina o le larve di bufalo ma sempre congelate e non vive, ma comunque per un massimo di due-tre giorni. Quando si trova il rondone in difficoltà, si può dare intanto dell’acqua per farli bere e farli riprendere. Se non si riesce a reperire questi insetti, meglio portarli nel centro più vicino per farli assistere”. 

fonte La Sicilia – Michele Barbagallo

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