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Inchiesta migranti anche su Ragusa: dalle intercettazioni il sistema dei ricatti sul nulla osta. Sallemi: “Colpita una rete criminale”
30 Giu 2026 15:33
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Emergono nuovi dettagli dall’inchiesta sul presunto sistema di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che ha coinvolto anche Ragusa. Dopo l’operazione dei carabinieri che ha portato all’esecuzione di 29 misure cautelari in diverse province italiane, tra cui il territorio ibleo, gli investigatori hanno ricostruito attraverso le intercettazioni un presunto meccanismo di ricatti e richieste di denaro ai danni dei migranti che cercavano di entrare in Italia attraverso il Decreto Flussi.
Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e dalla Procura di Taranto, i cittadini stranieri, soprattutto provenienti da India, Pakistan e Bangladesh, avrebbero pagato fino a 6.500 euro per ottenere il nulla osta e il successivo visto d’ingresso.
A fare luce sul presunto sistema sono alcune conversazioni intercettate dagli investigatori dei carabinieri del Comando provinciale di Taranto. In una di queste si sente: “Comunque, anche se esce il nulla osta, io non te lo do, te lo faccio solo vedere. Tuo fratello prima manda i soldi e poi lo diamo”.
Un’altra frase, secondo gli inquirenti, restituirebbe il meccanismo di pressione esercitato nei confronti dei migranti: “Non comanda tuo fratello, comanda il padrone”. E ancora: “Il mio regalo è dopo, quando esce il nulla osta. Il padrone vuole un anticipo. Allora lui dice: mi deve dare 1500, quando esce il nulla osta. Quando viene a Taranto le altre 1500. Cinquecento li voglio adesso”.
Il presunto sistema avrebbe coinvolto un Caf di Taranto, intermediari stranieri e imprenditori compiacenti, con pratiche di ingresso gestite attraverso false richieste di lavoro presentate sul portale “Ali” del Ministero dell’Interno. Tra i soggetti coinvolti nell’indagine figura anche un avvocato.
Sul coinvolgimento di Ragusa è intervenuto il senatore di Fratelli d’Italia Salvo Sallemi, che ha espresso il proprio plauso alle forze dell’ordine impegnate nell’operazione.
“L’operazione odierna, coordinata dalla DDA di Lecce e dalla Procura di Taranto, ha inflitto un colpo durissimo a una pericolosa organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”, ha dichiarato Sallemi.
Secondo il parlamentare, l’inchiesta avrebbe fatto emergere “un sistema criminale che aggirava deliberatamente la legge e i controlli dello Stato, trasformando i meccanismi del Decreto Flussi in un mezzo di illecito profitto”.
Sallemi ha poi evidenziato il ruolo della rete sul territorio nazionale, sottolineando che “una cellula operativa di questa rete è stata colpita e smantellata anche a Ragusa”.
“Chi pensa di aggirare le piattaforme dello Stato e di arricchirsi sulla pelle dei lavoratori – ha concluso – deve sapere che le istituzioni e le forze dell’ordine sono in prima linea per ripristinare la legalità”. Foto di repertorio.
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