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LETTERA APERTA DI FRANCESCO AIELLO A FILIPPO CAVALLO
14 Dic 2013 17:33
Caro Filippo,
le tue dimissioni, per quanto apprezzabili, rimangono reticenti sulla realtà di Vittoria e sulle condizioni dei Vittoriesi. Sei una brava persona, lavoratore, serio, ma la politica non è il tuo forte. Ti sei candidato contro Nicosia e poi ti sei alleato con lui e la sua cricca. Il fatto che te ne sia stato a lavorare per quanto abbia potuto fare, non ti esonera dalle responsabilità politiche per quanto è accaduto in questi anni, che sono stati una tragedia per Vittoria.
Però ti voglio bene lo stesso e riconosco che tu sei fatto così: aperto e generoso. Ti sei voluto ricompattare? Con chi, te lo sei chiesto ? Con gli amici della Doppia Attività? Con i distruttori di Emaia e Amiu? Con gli affossatori della grande vicenda contadina della nostra Città? Con i dispensatori sovrani di beni e servizi ad amici e clienti, a caporali e ruffiani? Con chi ha feudalizzato la spesa pubblica e i servizi sociali, i lavori del fotovoltaico e i progetti formativi, le borse lavoro e i Vaucher? Con chi ha sotterrato il buon senso e la legalità in molte situazioni e con chi ha costruito architetture amministrative illegali al Mercato e oscurato totalmente la trasparenza nella commercializzazione, lasciando che le cose diventassero preoccupanti attorno al Porto, all’Autoporto, al Sistema fognario, al Prg, alla viabilità, al tempo libero dei giovani? Non ti reputo incapace di non capire cosa è accaduto in questi anni. Vittoria è stata distrutta, manca il lavoro, la miseria è entrata nelle case, per i giovani non c’è futuro.
E visto che ti sei dimesso, con motivazioni di circostanza, una domanda diretta te la voglio fare: che ne sai del Prg? Della cartografia non rispondente a quanto dichiarato e alla cortina di opacità e reticenza che aleggia su tutto il lavoro di preparazione ? Non eri per la trasparenza tu? Cosa è accaduto? Da quali barriere di omertà e di silenzi sei stato circondato?
Ti sarai reso conto che qualunque impegno serio era destinato a fallire con questi personaggi.
Combattiamo per una giusta causa. Abbiamo sempre lavorato con queste motivazioni. Ma talvolta abbiamo avuto accanto tante persone sbagliate che lo facevano per intento. E’ la vita. Ma non si può certo vendersi l’anima all’affarsimo e allo scambio, che abbiamo sempre combattuto a viso aperto.
Per rilanciare Vittoria, occorre passione, amore per la politica, rigore; non l’affarismo, i traffici, la demagogia più abietta sui giovani, la slealtà sistemica, la cricca autoreferenziale, l’ostracismo personale per chi non ci sta.
Tu hai avuto buone maniere, sei stato sempre garbato. Ma ciò non è bastato a proteggerti dagli scalatori. Il tuo lavoro è stato utile a Vittoria. Ma altri, marpioni, sono protesi a logiche personali. Alla fine abbiamo sempre a che fare con uomini, persone capaci o incapaci, oneste o disoneste, umane o disumane.
Le tue dimissioni non sono una sconfitta, sono un atto di ribellione a un sistema da cui pure avresti dovuto riguardarti. Ma quello che conta è avere lavorato con dignità.
E tu lo hai fatto. Stammi bene.
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