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LE REGOLE DELLA DEMOCRAZIA
08 Apr 2012 19:06
La provincia di Ragusa è una delle più ricche ed evolute del meridione. Eppure, a leggere le notizie e i commenti di questi giorni che riferiscono dell’attività della nostra classe politica, sembra che non ci si voglia rendere conto dei tempi in cui viviamo.
Cominciamo dall’aeroporto. 1) Pare che il piano nazionale degli aeroporti, porti e interporti, che fa parte della road map per riportare il paese a eccellenza, ufficialmente non ancora presentato, pare che preveda per l’aeroporto comisano l’inserimento tra gli “aeroporti di servizio” , cioè tra gli aeroporti che, dopo la verifica dei bilanci dei primi tre anni, non potranno più ricevere aiuti economici dagli enti pubblici ma dovranno avere un bilancio che li auto sostenga. E ciò ha provocato nella classe politica e nei commenti di molti un forte disappunto. A parte il fatto che, a mio modesto parere, ci sono tutti i presupposti perché il nostro aeroporto raggiunga presto un bilancio attivo e inneschi un circolo virtuoso con il sistema economico del territorio, non vedo che cosa ci sia di male nel pretendere che una struttura economica abbia un bilancio attivo.
2) Il 4 aprile scorso l’on Orazio Ragusa dichiara che “la scelta di intitolare l’aeroporto di Comiso al generale Vincenzo Magliocco, oggi può essere rivista” in quanto ci sono oggi le condizioni per verificare la possibilità di intitolare la struttura a Pio La Torre. “Indipendentemente dalle posizioni politiche di Pio La Torre, credo che è importante riconoscere il ruolo di martire della mafia di questo importante personaggio per la storia della Sicilia”. Noi eleggiamo i nostri parlamentari perché risolvano i problemi e non perché dicano baggianate; che si attivi l’on Ragusa perché l’aeroporto venga aperto il più presto possibile e lasci perdere dispute inutili. Pio La Torre o Magliocco non c’entrano nulla con l’aeroporto; l’unica persona cui dovrebbe essere intitolato l’aeroporto (e ciò mi auguro sinceramente il più tardi possibile) è l’on. Giuseppe Di Giacomo che l’aeroporto lo ha fatto diventare, da chimera, realtà. E poi a che serve discutere di ciò: quando sarà entrato in esercizio, i passeggeri che voleranno verso il nostro aeroporto chiederanno in agenzia un biglietto per Ragusa, non per Pedalino, Roccazzo o Comiso, né per l’aeroporto La Torre o Magliocco.
L’Università. L’università a Ragusa è nata male e ha fatto la fine che doveva fare. Era diventato un carrozzone politico che produceva laureati senza prospettive di lavoro serio; ma di questo il Consorzio non si rendeva conto perché non era in grado di immaginare un progetto per una università di eccellenza, che sviluppasse sinergie con l’economia e la storia del territorio, che formasse professionisti in grado di aggiungervi ricchezza e sviluppo. La scelta dell’Università di Catania di lasciare solo due sedi decentrate (di cui una sola a Ragusa) è l’unica sensata in attesa che un consorzio formato da persone intelligenti e disinteressate trovi soluzioni idonee, se possibile. E poi è troppo pretendere che i componenti del consorzio universitario abbiano esperienze di università, piuttosto che di sottobosco politico?
Il tribunale di Ragusa-Modica-Rosolini. Per salvare il tribunale di Modica, i politici e gli avvocati della contea non sanno più quali soluzioni trovare. Erano partiti dall’allargamento del circondario ai comuni limitrofi del siracusano e ora hanno escogitato la soluzione del tribunale di Ragusa-Modica con alcune sezioni a Ragusa ed altre a Modica. Cosa che, a dire il vero, ha fatto volare i panni sporchi anche tra gli stessi interessati, alcuni dei quali famosi in tutto il mondo per il loro fair play. A parte il fatto che, per fortuna, non spetta agli avvocati e ai politici di Modica, ma al governo, assumere tali decisioni, si sono chiesti tali personaggi, che strepitano in difesa del tribunale di Modica, cosa interessa invece ai cittadini di tutta la provincia? Ai cittadini non interessa affatto se il tribunale si trova a Ragusa, a Modica, a Rosolini o a Catania; ai cittadini interessa che ci sia una giustizia efficiente, giusta, rapida. E allora, in futuro, parliamo di cosa è necessario per rendere la giustizia migliore nell’interesse di tutti i cittadini.
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