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Le proteste sul prezzo del latte ovino, interrogazione al Presidente e all’Assessore Bandiera
16 Feb 2019 11:38
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I parlamentari regionali del Partito Democratico Dipasquale, Catanzaro, Arancio, Sammartino e Cafeo, hanno presentato un’interrogazione rivolta al Presidente della Regione Siciliana e all’Assessore regionale dell’Agricoltura in merito alla ribellione sul prezzo del latte ovino che, dalla Sardegna, è arrivata anche in Sicilia.
In particolare, i parlamentari del PD hanno chiesto di sapere “quali interventi si ritiene di promuovere, al fine di garantire, in tempi rapidi, un efficace sistema di controllo sui fattori di produzione e sulla remunerazione del latte, in grado di tutelare i piccoli allevatori (parte debole della filiera), con meccanismi sanzionatori, atti a contrastare il deprezzamento della materia prima, e se è intendimento del Governo invitare a prendere parte all’istituendo tavolo tecnico i pastori siciliani, parimenti all’annunciata partecipazione dei pastori sardi”.
In particolare, i parlamentari del PD hanno chiesto di sapere “quali interventi si ritiene di promuovere, al fine di garantire, in tempi rapidi, un efficace sistema di controllo sui fattori di produzione e sulla remunerazione del latte, in grado di tutelare i piccoli allevatori (parte debole della filiera), con meccanismi sanzionatori, atti a contrastare il deprezzamento della materia prima, e se è intendimento del Governo invitare a prendere parte all’istituendo tavolo tecnico i pastori siciliani, parimenti all’annunciata partecipazione dei pastori sardi”.
L’interrogazione nasce dalla considerazione che “da quanto è possibile dedurre dai dati elaborati dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA), il crollo del prezzo del latte è stato determinato dalla sovrapproduzione di pecorino romano, per il prezzo elevato del medesimo alla vendita, fino a saturarne il mercato, con conseguente crollo del prezzo, in danno del singolo pastore”.
“Siamo convinti – spiega l’on. Dipasquale – che il latte siciliano, al pari di quello sardo, non può essere penalizzato dai flussi commerciali esteri e da chi abusa della propria forza contrattuale superiore e per questo chiediamo l’intervento del Presidente e dell’Assessore dell’Agricoltura”.
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