Larissa Iapichino supera il record di mamma Fiona May: 7,12 e nuovo primato italiano

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Un centimetro può sembrare un dettaglio, ma nello sport può rappresentare un’intera carriera. Larissa Iapichino lo ha dimostrato sabato scorso a Eugene, negli Stati Uniti, dove con un salto di 7,12 metri ha stabilito il nuovo record italiano di salto in lungo, superando di un centimetro lo storico 7,11 firmato dalla madre Fiona May nel 1998 agli Europei di Budapest.

Un primato atteso, ma mai vissuto come un’ossessione. Per la 24enne azzurra si tratta piuttosto di una tappa importante nel percorso di crescita che la sta portando ai vertici dell’atletica mondiale.

“Lo considero un obiettivo raggiunto, non un peso di cui liberarmi”, ha spiegato Larissa al termine della gara. “Nella mia testa c’era da tempo l’idea di arrivare a queste misure, quelle che servono per conquistare medaglie importanti”.

La sorpresa dopo il salto

Durante la competizione, Iapichino non si è resa subito conto della misura ottenuta. Concentrata sulla gara, come spesso le accade, non ha guardato immediatamente il tabellone.

“A farmi capire cosa era successo è stato mio padre, che ha iniziato a urlare ‘Record italiano, 7,12’. Senza di lui probabilmente non avrei realizzato subito quanto fosse lungo quel salto”.

Accanto a lei, come sempre, c’era il padre e allenatore Gianni Iapichino, figura centrale nel suo percorso sportivo.

Il legame con mamma Fiona

Superare il record della madre rappresenta inevitabilmente un momento speciale, ma Larissa ha sempre evitato confronti tecnici con Fiona May.

“Da bambina riguardavo continuamente le sue gare, ma siamo due saltatrici completamente diverse. Lei ha caratteristiche fisiche differenti, è una saltatrice pura. Io invece sono una saltatrice velocista”.

Subito dopo il record, la prima telefonata è stata proprio alla madre.

“Era felicissima, commossa. Mi ha detto soltanto: ‘Finalmente’. Aspettava anche lei questo momento da tanto tempo”.

Dalle delusioni alla maturità

Nel percorso che l’ha portata al record italiano, un ruolo fondamentale lo ha avuto anche la delusione vissuta ai Mondiali di Tokyo 2025, conclusi con un’eliminazione già nelle qualificazioni.

Larissa rifiuta però di parlare di fallimento.

“Non mi sono mai sentita perduta. È stata una grande delusione, ma anche una tappa fondamentale. Si impara molto di più dalle sconfitte che dalle vittorie. Quell’esperienza mi ha dato consapevolezza e mi ha insegnato ad accettare che una gara sbagliata può capitare”.

Una nuova atleta

Negli ultimi mesi il lavoro svolto con il suo staff ha portato importanti miglioramenti fisici.

“Sono cresciuta nella velocità e nella forza. È come avere una macchina più potente: serve tempo per imparare a guidarla e trovare il giusto equilibrio”.

Anche dal punto di vista personale, Iapichino racconta di vivere una fase di grande crescita.

“Cerco di accogliere tutte le opportunità che la vita mi offre, anche quelle che inizialmente sembrano negative. Ogni esperienza può aiutarmi a crescere sia come atleta sia come donna”.

Obiettivo Europei, ma senza pronostici

Il prossimo appuntamento sarà la tappa della Diamond League di Londra, il 18 luglio, prima degli Europei di Birmingham in agosto, dove partirà tra le principali favorite.

La campionessa azzurra, però, preferisce non parlare di pronostici.

“Non sono una persona che ama fare previsioni. Andrò lì semplicemente per giocarmela, come sempre”.

E il record appena conquistato, secondo lei, non rappresenta ancora il massimo delle sue possibilità.

“Non è stato il salto perfetto. La rincorsa è stata molto buona, ma sono passata circa 20 centimetri dietro il mio quart’ultimo appoggio ideale. So che c’è ancora margine e continuo a cercare la miglior versione di me stessa. Sono convinta che arriverà”. Nella foto Larissa con suo padre, che è di origini vittoriesi.

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