L’ARCHITETTURA VICINO ALLA GENTE, E’ QUESTO IL MESSAGGIO DI “ARCHITETTURA OGGI!”

“Portare l’architettura vicino alla gente, tra la gente. Queste le ragioni principali che ci hanno spinto a promuovere ben cinque mostre in una”. Lo hanno detto il presidente dell’Ordine degli architetti, Giuseppe Cucuzzella, e il presidente della Fondazione Arch, Gaetano Manganello, presentando il prestigioso tavolo dell’architettura che ha trovato allogazione nel viale principale dei Giardini iblei. Un modo assolutamente inedito di proporsi, con oltre ottanta metri di esposizione che rappresentano un originale biglietto da visita per chi vuole immergersi nel mondo delle linee. Può essere visitato sino al 23 dicembre. Ieri pomeriggio, all’auditorium Santa Teresa, a Ibla, sono state illustrate le caratteristiche delle mostre “GiArch giovani architetti italiani”, “30<40 giovani architetti siciliani” e “Architetture per l’ospitalità in Sicilia”, con i relativi volumi illustrativi. La conferenza di presentazione ha potuto contare, poi, sulla presenza di nomi d’eccellenza del settore: Luigi Prestinenza Puglisi, critico di architettura; Franco Porto, presidente InArch Sicilia; Andrea Toscano, responsabile GiArch Sicilia. E’ stato quest’ultimo ad illustrare la realtà siciliana di GiArch, presente in tre città: Enna, Palermo e Catania. “GiArch – ha detto Toscano – è una rete di associazioni di ambito locale presente su tutto il territorio nazionale. Le associazioni agiscono in maniera autonoma e GiArch le sostiene, organizzando anche eventi culturali e professionali, oltre che incontri educativi nelle scuole e conferenze in tutta Italia. Tutto questo per diffondere la cultura dell’architettura”. Dopo l’intervento di Toscano, i curatori del volume GiArch, Annabella Bucci e Valeria Marsaglia, hanno illustrato i contenuti del libro, sottolineando l’importanza della componente giovanile (il 40% in Italia) nella professione di architetto. “La grande presenza di giovani architetti nel nostro Paese – ha chiarito Marsaglia – spiega perché è importante parlare di loro e del loro lavoro”. “Dopo la nostra collaborazione con InArch al Padiglione Italia della Biennale di Venezia – ha detto, invece, Bucci – abbiamo portato avanti esempi di architettura in rapporto all’economia, con richiami anche alla green economy. Crediamo che questo sia, infatti, parte del futuro dell’architettura”. Il volume relativo alla mostra “30<40 giovani architetti siciliani” è stato presentato dal prof. Prestinenza Puglisi, che ha definito la Sicilia una “terra schizofrenica per quanto riguarda l’architettura”, spiegando i lati positivi e negativi di questo aspetto: “E’ positivo che in Sicilia si abbia una molteplicità di talenti e di contraddizioni in termini di gusti, quando queste portano a fare una buona architettura. Bisogna però tornare a dare attenzione anche alla teoria ed evitare che si costruisca indiscriminatamente, come avviene nella maggior parte del territorio, non solo siciliano”. Prestinenza Puglisi ha illustrato anche il volume inerente alle

Architetture per l’ospitalità in Sicilia, mostrando le immagini di edifici alberghieri che rispecchiano il concetto di buona architettura contemporanea (Pietre Nere Resort, Hotel Villa Carlotta, Esperia Palace Hotel, Esperidi Park Hotel, ecc.). Il presidente di Fondazione Arch, Manganello, ha concluso l’incontro con una domanda sul futuro della professione di architetto: “Dove stiamo andando?”. Il quesito ha dato vita ad un interessante dibattito al quale hanno partecipato, con le loro opinioni, l’arch. Franco Porto, il prof. Prestinenza Puglisi ed altri “addetti ai lavori” presenti alla conferenza. Di opinione comune è risultata essere la decisiva sensibilizzazione della committenza, senza la quale anche un bravo architetto si trova in difficoltà nella realizzazione di valide architetture.

 

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