L’anticiclone africano non si ferma: fino a 40°C e afa almeno fino al 20 agosto

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L’estate 2026 non concede tregua. L’anticiclone africano continuerà a dominare la scena meteorologica almeno per altri 10-12 giorni, prolungando una delle ondate di calore più intense della stagione. Le temperature resteranno ben oltre le medie climatiche, con picchi che potranno toccare i 40 gradi, notti tropicali e un’afa sempre più opprimente, mentre il Nord Italia è già alle prese con una grave crisi idrica.

L’unica parentesi di instabilità è attesa nel prossimo fine settimana, quando alcuni temporali interesseranno soprattutto il Settentrione. Ma sarà solo una pausa temporanea: il caldo tornerà rapidamente a intensificarsi.

L’anticiclone africano domina Ferragosto: temperature fino a 40 gradi

Secondo il meteorologo Edoardo Ferrara di 3B Meteo, la quarta ondata di calore dell’estate è destinata a proseguire ben oltre Ferragosto.

Dopo un lieve calo termico previsto nel weekend, l’alta pressione subtropicale tornerà infatti a espandersi con decisione sul Mediterraneo e su parte dell’Europa centrale.

Le temperature massime oscilleranno diffusamente tra 36 e 38°C nelle zone interne, con punte che potrebbero raggiungere i 40°C, soprattutto nelle aree più esposte. Lungo le coste il caldo sarà leggermente mitigato dalle brezze marine, ma il tasso di umidità renderà comunque l’aria particolarmente pesante.

Notti tropicali e afa: il caldo non dà tregua nemmeno dopo il tramonto

A rendere ancora più difficile sopportare questa fase sarà soprattutto l’afa.

Le temperature minime notturne faticheranno a scendere sotto i 24-25°C, specialmente nelle grandi città e lungo i litorali, dove proseguirà la lunga sequenza delle cosiddette notti tropicali.

Il disagio bioclimatico sarà elevato anche nelle ore serali, mentre il caldo interesserà persino le aree montane, con valori superiori ai 30°C fino a 1.000 metri di quota e uno zero termico spesso oltre i 4.000 metri.

In molte zone le temperature continueranno a mantenersi 6-8 gradi sopra la media stagionale, con anomalie ancora più marcate sulle Alpi.

Temporali solo locali: nessuna vera svolta meteo

Nei prossimi giorni potranno svilupparsi alcuni temporali di calore, soprattutto lungo l’arco alpino e la dorsale appenninica, con occasionali sconfinamenti verso la Pianura Padana e le aree interne del Centro-Sud.

Si tratterà tuttavia di fenomeni molto localizzati che non riusciranno a interrompere l’ondata di calore.

Anzi, in alcuni casi potranno risultare particolarmente intensi, accompagnati da grandinate e forti raffiche di vento, provocando danni senza però risolvere il problema della siccità.

Nord Italia in piena emergenza siccità

Parallelamente all’emergenza caldo cresce anche quella legata alla disponibilità d’acqua.

Il Piemonte ha già dichiarato lo stato di emergenza regionale, con deficit idrici compresi tra il 60% e l’80% e oltre cento comuni costretti a ricorrere alle autobotti.

Situazione critica anche in Lombardia, dove il deficit supera il 40% e sono già in vigore razionamenti dell’acqua in diverse province.

A Cremona il fiume Po ha registrato un nuovo record negativo, mentre in Veneto la portata dei principali corsi d’acqua è inferiore di circa il 70% rispetto alla media, favorendo anche la risalita del cuneo salino nel Delta del Po con conseguenze per l’agricoltura.

Condizioni di sofferenza vengono segnalate inoltre in alcune aree del Friuli Venezia Giulia e dell’Emilia-Romagna.

Quando finirà il caldo? Le prime speranze dopo il 20 agosto

Secondo le attuali proiezioni meteorologiche, la canicola potrebbe proseguire almeno fino al 18-20 agosto.

Solo nella terza decade del mese potrebbe verificarsi un cambiamento più deciso, grazie all’arrivo di correnti più fresche dal Nord Europa.

L’eventuale ricambio d’aria potrebbe però essere accompagnato da temporali anche intensi, mentre gli esperti invitano alla prudenza: si tratta ancora di una tendenza che necessita di ulteriori conferme.

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