La sicurezza delle città e dei cittadini. Questa la priorità per il Presidente Musumeci


Liberare le città e le campagne della Sicilia dall’angoscioso sentimento di paura che accomuna amministratori, imprenditori e cittadini». E’ questo uno dei punti prioritari del Presidente della Regione Nello Musumeci nella sua azione di governo.

Il neo governatore  si dice fermamente convinto che “serve più Stato e anche più Regione».

A tal proposito il Presidente Musumeci ha già annunciato che incontrerà  i nove prefetti siciliani subito dopo l’Epifania nel suo primo vertice ufficiale a Palazzo d’Orléans e  con loro, assieme ad altri argomenti, si parlerà dell’emergenza sicurezza. Si effettuerà  un’analisi del tema e soprattutto delle iniziative concrete in materia di criminalità comune che sarà il principale oggetto del  vertice con i prefetti. Il decreto legge 15/2017 sulla sicurezza urbana, convertito ad aprile nella legge 48/2017, conferisce ai sindaci un rafforzamento del potere di ordinanza sullo sfruttamento della prostituzione, l’abusivismo commerciale e alla somministrazione di alcolici in aree particolari. Ma di fatto la maggior parte delle ordinanze dei sindaci rischia di rimanere inattuata perché nessuno ne controlla l’osservanza e ne applica le misure sanzionatorie, afferma il presidente in una intervista rilasciata al quotidiano La Sicilia.

Musumeci sostiene che:  «Le istituzioni non possono non prendere atto di un diffuso senso di insicurezza, singolo e collettivo, in Sicilia. Sugli atti di violenza nei confronti degli amministratori, la Sicilia detiene un primato: su 180 intimidazioni a sindaci, assessori, consiglieri, presidenti di enti pubblici, il 30% avviene nella nostra regione, che è la prima in Italia.. E obiettivi di violenza sono pure i rappresentanti delle istituzioni: pensiamo alla polizia municipale ma anche alle aggressioni in guardie mediche e pronto soccorso». «Nelle aree rurali c’è un diffuso senso di insicurezza che genera paura, un sentimento nascosto ma angosciante. Le istituzioni hanno il dovere di stare accanto a chi ha paura, per contribuire a neutralizzare questo deprimente stato d’animo. E parliamo sia di delinquenza comune, sia di criminalità strutturata.  Nella stragrande maggioranza dei comuni siciliani la polizia locale è ridotta ai minimi termini. Da un’indagine condotta quando ero alla guida della commissione Antimafia risulta che gli attuali vigili sono inferiori del 62% rispetto alla pianta organica dei comuni. Parliamo di unità operative che in media hanno superato i 55 anni e che hanno una capacità di resistenza fisica limitata, molto spesso c’è carenza di mezzi, oltre a pochi corsi di aggiornamento. La polizia locale è ormai una realtà in esaurimento, se non si interviene subito con i concorsi pubblici. Occorre rigenerare il corpo e renderlo autorevole e capace di lavorare in gruppi interforze con le altre polizie. C’è anche da incrementare il sistema di videosorveglianza, che oggi è l’elemento decisivo per risolvere anche le indagini più delicate. Nella legge 48 ci sono detrazioni Imu e Tasi per cittadini, condomini e imprese, ma è mancata una sufficiente informazione, oltre che lo stimolo e la sollecitazione: un computo di cui si può fare carico la Regione d’intesa con i Comuni, che nel Pon Sicurezza 2014/20 hanno anche i fondi per la realizzazione di impianti di videosorveglianza”.

 

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