Un intervento d’urgenza estremamente delicato ha segnato un importante passo avanti per la sanità siciliana. All’ospedale “Guzzardi” di Vittoria, l’équipe dell’Unità operativa complessa di Oculistica, diretta dal dottor Alberto Belluardo, ha operato un paziente arrivato in Pronto soccorso con una grave perforazione corneale su un precedente trapianto, aggravata dalla presenza di un descemetocele, una condizione […]
LA PARTE DEGLI ANGELI
14 Mar 2013 16:32
A Glasgow, il 24enne Robbie, da poco diventato padre, deciso a cambiare vita scopre di avere un talento naturale presso una distilleria di whisky l’idea per una nuova carriera lontano dal crimine e una via poco ortodossa per una fuga dalla poverta’.
Da Ken Loach, un’altra storia di riscatto, stavolta sotto forma di commedia ottimista e positiva.
Una storia che riguarda la realtà londinese di moltissimi disoccupati la cui unica prospettiva quella di un futuro vuoto.
Robbie, Rhino, Albert e Mo sono tre ragazzi e una ragazza delle periferia misera di Glasgow, segnati da un passato di violenza e di piccola criminalità, le cui vite sono tragicamente segnate dalla prigione a una condanna ai lavori sociali.
L’occasione della distilleria sembra un’ottima opportunità e i quattro sfruttano la passione dei ricchi collezionisti disposti a pagare qualunque cifra per comprare una bottiglia della marca più rara e concludono un colpo allegramente ai limiti della legalità.
Ken Loach e per fortuna che esiste, è un regista, e un uomo prima di tutto, che crede ostinatamente nelle persone e ancora più ostinatamente nel potere che il cinema ha di raccontarle, le persone.
E lui agisce e fa tutto questo lo fa fregandosene dei moralisti, dei benpensanti e del politically correct, riuscendo nonostante tutto a essere profondamente onesto e morale.
La sua onestà sta nell’incapacità atavica e assoluta di mentire, di parlare in modo oscuro o di astrarre eccessivamente dalla reale i suoi racconti ma anche nella forza con cui sa guardare in faccia la realtà, senza eccessi didascalici.
La sua militanza è una costante lotta per le cause sociali di cui è inesausto e convinto assertore è ancor prima che un riflesso ideologico declinato alla materia cinematografica, una profonda e convinta appartenenza, un’essenza, uno stile di vita.
E anche quest’ultimo lavoro rappresenta assolutamente una forma di riscatto sociale.
© Riproduzione riservata