LA CGIL FP E LA CGIL MEDICI DENUNCIANO LA GRAVE SITUAZIONE IN CUI VERSA IL SETTORE SALUTE MENTALE IN SICILIA

La difficile situazione in cui versa il Settore Salute Mentale (psichiatria, NPI ,dipendenze, demenza-Alzheimer) in Sicilia è l’argomento principale della lettera che il medico Psichiatra Enzo Cilia ha indirizzato al presidente della Regione Crocetta, all’ assessore alla sanità Lucia Borsellino, al presidente della VI commissione Di Giacomo e a tutti i componenti della stessa.

Al centro della questione la CGIL FP e la CGIL medici hanno messo le urgenti richieste di una profonda revisione del settore salute mentale per quanto riguarda l’aspetto sia dell’organizzazione dei servizi sia dei capitoli di spesa insieme alla formazione di  una commissione di indagine aperta agli operatori, ai sindacati, alle associazioni dei familiari, al settore del privato accreditato ed al terzo settore che individui i percorsi attraverso cui superare l’attuale emergenza integrando così quanto previsto nel Piano Strategico Salute Mentale.

A causa  della politica condotta negli anni passati la situazione è degenerata: infatti in Sicilia abbiamo  una spesa adeguata che si attesta attorno al 6% del totale della spesa sanitaria e socio-sanitaria ma viene fornita comunque un’assistenza sanitaria di scadente qualità.

A fronte di un aumento esponenziale dell’utenza la CGIL FP e la CGIL medici denunciano dunque le situazioni di maggiore emergenza fra le quali, la riduzione del numero degli organici rispetto agli anni passati,  il mancato rispetto per il personale dei parametri  previsti nei progetti obiettivi salute mentale e nelle leggi relative all’ambito delle dipendenze, una diminuzione più marcata della presenza delle figure sanitarie non mediche come psicologi, assistenti sociali, sociologi, infermieri professionali e simili. Come se non bastasse poi anche le figure professionali dedicate alla riabilitazione sono pochissime.

Tutto ciò invalida  la logica multi professionale che è alla base dell’intervento in salute mentale e rende inattuabile quanto previsto nel Progetti Obiettivi Nazionali e Regionale rendendo quindi necessaria una revisione delle dotazioni organiche dei Dipartimenti Salute Mentale e una omogeneizzazione degli indirizzi organizzativi.

Nella lettera di Enzo Cilia vengono poi sottolineati altri problemi: il mancato rispetto di quanto previsto nel piano di riordino della rete ospedaliera relativamente al numero di posti letto previsto per gli SPDC ha comportato una riduzione considerevole circa il 30% sul totale dei posti letto rispetto a quelli previsti, la conseguenza di ciò sono viaggi di 200- 300 Km per effettuare i TSO con tutti i rischi clinici connessi a questi lunghi trasferimenti.

Sono inoltre pressoché inesistenti le strutture semiresidenziali: mancano infatti Centri Diurni per alcuni ambiti dell’assistenza NPI e Dipendenze e in psichiatria comunque queste strutture quando vengono dichiarate sono di fatto assolutamente fuori da tutti i parametri di legge previsti sia a livello regionale che nazionale (LEA). I DH poi sono stati eliminati dal piano di riordino della rete ospedaliera il che ha ulteriormente ridotto l’offerta di strutture semiresidenziali spostando l’asse dell’intervento sugli SPDC.

Il mancato riordino delle strutture residenziali, in parte previsto per la componente sanitaria  nel Piano Strategico Salute Mentale,  che comunque raggiungono il numero di oltre 6 posti letto ogni 10mila abitanti,  ha poi provocato nuove criticità che si sono andate ad aggiungere a quelle esistenti:  le strutture riabilitative–residenziali sanitarie (CTA) presentano infatti una difformità di organici tra strutture del privato accreditato e del pubblico, una mancata specializzazione e differenzazione dei 3 posti letto ogni 10mila abitanti delle strutture riabilitative psichiatriche-CTA- in relazione alle diverse tipologie di patologie trattate con relativa  differenziazione dei posti letto e l’assenza di strutture residenziali-riabilitative per la NPI e per le dipendenze.

Le strutture socio-assistenziali  vedono ancora  un numero delle Comunità Alloggio con oltre 2000 posti letto (oltre i 3 posti ogni 10.000 abitanti) e un’assoluta carenza per quanto riguarda gli ambiti relativi alle strutture assistenziali a basso livello di assistenza come ad esempio i gruppi appartamento e un’assoluta assenza di interventi a bassa soglia quali ad es l’assistenza domiciliare

Tra le situazioni gravi che necessitano un’urgente risoluzione viene poi citata quella relativa al finanziamento delle strutture socio-assistenziali che pur in presenza del Approvazione del protocollo di intesa per l’attuazione del Sistema regionale integrato socio-sanitario in Sicilia (dicembre 2011)  sconta  a tutt’oggi per le strutture socio-sanitarie un notevole ritardo relativo sia al mancato finanziamento sia all’assenza di programmazione .

Il Piano strategico Salute Mentale per di più è rimasto sulla carta  visto che a non è stata rispettata la scadenza che prevedeva che entro sei mesi dalla data di pubblicazione nella GURS del piano strategico regionale, i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie Provinciali avrebbero dovuto adottare il Piano d’Azione Locale per la Salute Mentale (PAL) coerentemente con gli indirizzi e gli obiettivi di tale piano strategico definendo il piano economico-finanziario di attuazione per i singoli distretti socio-sanitari. Un termine che scadeva a dicembre 2012.

Infine mancano  i decreti attuativi relativi al Piano strategico Salute Mentale che  bloccano la possibilità di avviare i positivi percorsi previsti nello stesso Piano così come manca la ridefinizione della convenzione con il 118 per quanto riguarda i TSO.  Tardiva è poi  l’istituzione del progetto per la chiusura dell’OPG che comunque non deve prevedere l’istituzione di nuove strutture riabilitative tenuto conto che la Sicilia ha già un esorbitante numero di posti letto dedicati alla riabilitazione (3 posti letto poni 10.000 abitanti previsti per le CTA).

Improprio anche l’utilizzo che viene fatto di rapporti professionali di falsa consulenza nei confronti delle figure con Ordini Professionali: tutto ciò  in realtà nasconde una modalità di relazione professionale  tipica dei contratti di dipendenza e  produce effetti perversi sulla qualità delle prestazioni, sull’indipendenza  degli operatori rispetto alla proprietà e sugli emolumenti operatori pagati che hanno cifre assolutamente inadeguate rispetto  alla tipologia delle  prestazioni fornite.

Molte e diversificate dunque le problematiche denunciate dalla CGIL FP e la CGIL medici che si rivolgono direttamente all’Assemblea Regionale Siciliana per cercare di risolverle al più presto per il bene di chi ha bisogno di cure nell’ambito della salute mentale e per chi con queste persone ci lavora.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it