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La Candelora in Cattedrale a Ragusa: “La fiamma della candela diventi luce verso Gesù”
03 Feb 2026 10:24
Si è svolto ieri sera, nella Cattedrale di San Giovanni Battista a Ragusa, il Solenne Pontificale in occasione della festa della Presentazione di Gesù al Tempio, conosciuta dalla tradizione cristiana come la Candelora. La celebrazione è stata presieduta dal vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa, che durante l’omelia ha richiamato il profondo significato spirituale della luce nella vita del credente.
«La fiamma della nostra candela accesa ora deve essere la fiamma della luce verso Gesù», ha detto il presule, invitando i fedeli a non limitarsi al gesto simbolico, ma a trasformarlo in un cammino quotidiano di fede, capace di illuminare le scelte personali e comunitarie.
La Candelora, celebrata il 2 febbraio, ricorda il momento in cui Maria e Giuseppe presentarono Gesù al Tempio di Gerusalemme, quaranta giorni dopo la nascita, adempiendo alla legge mosaica sulla purificazione e sull’offerta del primogenito al Signore. Un episodio evangelico che trova il suo centro nelle parole del vecchio Simeone, il quale riconobbe in Gesù la “luce per illuminare le genti”.
Proprio da questo passaggio nasce il rito della benedizione e della processione delle candele, elemento centrale della celebrazione. La candela accesa rappresenta Cristo luce del mondo, capace di rischiarare le tenebre del peccato, della paura e della sofferenza, ma anche la responsabilità di ogni cristiano chiamato a diventare a sua volta luce per gli altri.
Nel corso dell’omelia, mons. La Placa ha sottolineato come la Candelora richiami anche il tema della purificazione interiore, non intesa come semplice rito esteriore, ma come disponibilità a lasciarsi trasformare dal Vangelo. La luce, ha spiegato, non è solo un simbolo da custodire, ma una missione da vivere nella quotidianità, soprattutto in un tempo segnato da incertezze e fragilità sociali.
Dal punto di vista liturgico, la Candelora rappresenta inoltre una festa di passaggio: chiude simbolicamente il tempo del Natale e apre lo sguardo verso il cammino pasquale, anticipando il mistero della salvezza.
La celebrazione si è conclusa in un clima di raccoglimento e partecipazione, rinnovando una tradizione antica che continua a parlare al presente e a ricordare che la luce di Cristo, accolta e testimoniata, resta il punto di riferimento per la vita della Chiesa e dei credenti. Foto di Salvo Bracchitta
Significato della Candelora (Presentazione di Gesù al Tempio)
La Candelora ricorda la Presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme, quaranta giorni dopo la nascita, come prescritto dalla legge ebraica. Maria e Giuseppe portarono il bambino al Tempio per adempiere al rito della purificazione della madre e per offrire il primogenito al Signore.
Cristo, luce delle genti
Il cuore teologico della festa è racchiuso nelle parole del vecchio Simeone, che riconosce in Gesù:
“luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele”.
Per questo motivo la liturgia è caratterizzata dal rito della benedizione e della processione delle candele:
- la candela simboleggia Cristo luce del mondo;
- la luce accesa rappresenta la fede che rischiara le tenebre del peccato, della paura e della morte.
Un segno di purificazione e di impegno
La Candelora richiama anche il tema della purificazione, non più intesa solo come rito esteriore, ma come cammino interiore del credente. Accendere la candela significa:
- accogliere Cristo nella propria vita;
- lasciarsi illuminare dal Vangelo;
- assumersi l’impegno di essere a propria volta luce per gli altri.
Una festa di passaggio
Dal punto di vista liturgico, la Candelora è anche una festa di passaggio:
- conclude simbolicamente il ciclo natalizio;
- apre lo sguardo verso la Pasqua, anticipando il mistero della salvezza.
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