La stagione influenzale 2025-26 sta mettendo a dura prova il sistema sanitario, con un’impennata di casi di sindromi respiratorie che ha travolto gli ospedali, in particolare in Sicilia dove l’incidenza è tra le più alte del Paese. Secondo i dati di sorveglianza nazionale, nelle ultime settimane si è registrato un boom di casi influenzali, con […]
Influenza: ospedali siciliani sotto stress per picchi casi e diffusione della variante K che mettono in ginocchio il sistema sanitario
06 Gen 2026 14:00
La stagione influenzale 2025-26 sta mettendo a dura prova il sistema sanitario, con un’impennata di casi di sindromi respiratorie che ha travolto gli ospedali, in particolare in Sicilia dove l’incidenza è tra le più alte del Paese. Secondo i dati di sorveglianza nazionale, nelle ultime settimane si è registrato un boom di casi influenzali, con centinaia di migliaia di nuovi contagi ogni settimana e un’ondata che ha superato quelle delle stagioni precedenti. Il fenomeno non è confinato all’Italia: anche a livello europeo e internazionale si osserva un anticipo significativo dell’attività influenzale, con più Paesi che segnalano una circolazione intensa del virus.
Una parte rilevante dell’aumento dei casi è attribuita alla diffusione del virus influenzale A(H3N2), sottoclade K, un ceppo che ha mostrato una maggiore capacità di trasmissione rispetto alle forme classiche. Questa variante è ormai predominante nella circolazione influenzale e, pur non apparendo più grave dal punto di vista clinico rispetto ai ceppi tradizionali, è associata a un numero di casi molto superiore alla media stagionale e a un incremento delle visite per disturbi respiratori.
I sintomi causati dalla cosiddetta variante K sono sostanzialmente quelli tipici dell’influenza stagionale: febbre alta improvvisa, tosse, mal di gola, dolori muscolari e articolari, forte stanchezza e talvolta disturbi gastrointestinali nei casi pediatrici. Nei soggetti più fragili, come gli anziani, i bambini piccoli, le donne in gravidanza o chi convive con patologie croniche, l’infezione può portare a complicazioni serie quali bronchite o polmonite.
Questa combinazione di elevata trasmissibilità e vasta diffusione ha fatto sì che molte strutture ospedaliere, già sotto pressione per il normale flusso di attività, si siano trovate con reparti saturi e lunghe attese nei pronto soccorso, soprattutto nei periodi festivi di Natale e Capodanno quando si è registrato il picco di casi. In Sicilia, le autorità sanitarie hanno evidenziato una situazione particolarmente critica, con l’incidenza dei casi di influenza superiore alla media nazionale nelle settimane centrali di dicembre.
A complicare il quadro è la bassa adesione alla campagna vaccinale influenzale, che in molte aree non ha raggiunto livelli soddisfacenti. Sebbene i vaccini in uso possano non essere perfettamente combacianti con la variante K, gli esperti sottolineano che la vaccinazione continua a offrire una protezione importante contro gli esiti più gravi della malattia e può contribuire a ridurre l’impatto sul sistema sanitario, in particolare per le persone a rischio.
La combinazione di questi fattori — alta circolazione virale, variante più contagiosa, scarsa copertura vaccinale e fragilità strutturale degli ospedali — ha reso questo inverno influenzale uno dei più impegnativi degli ultimi anni. I reparti di emergenza e le unità di pronto soccorso, soprattutto in Sicilia, hanno visto un afflusso massiccio di pazienti con sintomi respiratori, portando al limite le capacità operative e richiedendo ai medici e al personale sanitario turni straordinari.
In questo contesto, sindacati e rappresentanti dei medici hanno sottolineato la necessità di affrontare non solo l’emergenza contingente, ma anche alcune criticità strutturali a lungo termine, come la ridefinizione della rete ospedaliera, l’adeguamento dei posti letto per pazienti acuti e una maggiore integrazione con la medicina territoriale per alleggerire la pressione sui servizi di emergenza.
Sulla situazione degli ospedali siciliani è intervenuto anche Giuseppe Bonsignore, segretario regionale di CIMO Sicilia, che ha definito sterile la ricerca di capri espiatori politici e ha ribadito che la crisi in corso, con i pronto soccorso in difficoltà, riflette problemi strutturali di lungo periodo e una scarsa risposta organizzativa alle esigenze di salute pubblica. Bonsignore ha evidenziato l’urgenza di aggiornare la Rete ospedaliera e di garantire una distribuzione più adeguata dei posti letto, invece di ridurre la discussione a una polemica di basso profilo politico.
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