Indagine di Ragusa su Malta: quest'ultima, avrebbe respinto i profughi della "strage di Pasquetta" - Ragusa Oggi

Indagine di Ragusa su Malta: quest’ultima, avrebbe respinto i profughi della “strage di Pasquetta”


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Indagine di Ragusa su Malta: quest’ultima, avrebbe respinto i profughi della “strage di Pasquetta”
Cronaca
12 giugno 2020 14:20

La procura di Ragusa indaga sui respingimenti di migranti da parte di Malta e in particolare su quello che venne definito “lo sbarco di pasquetta”.  La notizia è stata riportata da Avvenire che, insieme a The Guardian avevano avviato un’inchiesta giornalistica su quel particolare episodio. Un’indagine, quella della procura iblea, che rischia di far scoppiare uno scandalo internazionale.

La procura iblea, infatti, ha acquisito ufficialmente l’investigazione congiunta di Avvenire e The Guardian, trovando numerosi riscontri all’accusa contro le autorità di Malta che nel fine settimana di Pasqua hanno prima bloccato, poi rifornito di carburante e di un nuovo motore un gruppo di 101 migranti.

La procura è intenzionata a contestare il reato di “favoreggiamento dell’immigrazione illegale” ma l’inchiesta si preannuncia complicata.

Il respingimento verso Pozzallo, e un altro avvenuto negli stessi giorni a Capo Passero, sono ricompresi da un’unica segnalazione su quattro gommoni alla deriva individuati da un aereo dell’agenzia Ue Frontex tra il 9 e l’11 aprile. In quei giorni un barcone intercettato da uno dei motopesca della “flotta fantasma” maltese riportò in libia 51 superstiti e 5 cadaveri, mentre altre sette persone erano affogate.

Come si desume dal “segreto di stato” apposto agli scambi nella triangolazione Italia-Malta-Libia, nel Centro di coordinamento dei soccorsi di Roma hanno copia delle comunicazioni. Bisognerà capire, fra l’altro, perché le motovedette italiane continuino ad essere tenute all’interno delle acque territoriali, mentre si moltiplicano gli approdi “spontanei” e le stragi, e se a Malta arrivò l’offerta italiana di cooperazione nei soccorsi. Da La Valletta non hanno mai voluto rispondere. E neanche da Roma è mai arrivato un chiarimento sul perché i pattugliatori italiani non vennero mandati a 30 miglia da Lampedusa, in acque internazionali nella zona di ricerca maltese che risultava sguarnita di mezzi di soccorso, laddove hanno poi perso la vita 12 persone nella “Strage di Pasquetta”.

Ai diritti umani, come da prassi in questi anni, viene anteposta la “ragion di stato”. Sempre secondo Avvenire, la Libia avrebbe già inviato segnali di “ritorsioni” in campo petrolifero all’Italia proprio per evitare che venga fatta piena luce sui rapporti fra Italia, Libia e Malta nella “gestione” dei migranti.


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