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IL RACCONTO DEL PROF. BRUNO SEGRE PER RICORDARE LA SHOAH SENZA RETORICA
28 Gen 2012 12:23
La problematica della memoria ed il ruolo che ha il ricordo nella formazione delle nuove generazioni affrontati in un incontro col prof. Bruno Segre, organizzato dall’istituto Tecnico per Geometri “Rosario Gagliardi” di Ragusa.
Bruno Segre, nato a Lucerna nel 1930, comincia il suo racconto quando, all’età di otto anni, prese coscienza di essere definito un italiano di razza ebraica, dovendo la sua famiglia rispondere al quesito contenuto nel censimento voluto dal regime fascista a seguito della promulgazioni delle leggi raziali.
Inizia così la testimonianza di uno dei periodi più meschini della storia europea, attraverso le parole del prof. Segre, il quale racconta agli studenti di un’aula magna affollata, utilizzando un linguaggio diretto, privo di retorica e di buonismo, i momenti drammatici che lui e la sua famiglia hanno dovuto affrontare durante la sconda guerra mondiale.
Il divieto di frequentare la scuola, la fuga da Milano a Bergamo dopo i bombardamenti dell’autunno del 1942, l’illusione a seguito dei 45 giorni di Badoglio e dell’armistizio di Cassibile, la discesa dell’esercito tedesco e il precipitare della situazione. Il prof. Segre ricorda come fosse ieri la visita di un vicino che tempestivamente avvertì la madre di fuggire perchè era arrivata notizia di una strage di ebrei nei pressi di un albergo al lago Maggiore.
La famiglia Segre fu fortunata, riuscì a nascondersi a casa di conoscenti ad Ascoli per nove mesi ed aspettare la fine della guerra. La storia purtroppo ci consegna racconti terrificanti che coinvolsero l’intera Europa e che segnarono una ferita profonda nella storia del genere umano.
Ciò che colpisce è la semplicità con la quale Segre ha deciso di comunicare ai giovani una verità traumatica, senza facili spettacolarizzazioni o comprensibile voglia di rivalsa.
Un racconto personale, posizionato nel corso storico attraverso alcune essenziali coordinate, come occasione per riflettere, tappa necessaria per la formazione della coscienza personale di coloro i quali rappresentano il futuro della società.
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