I MOTIVI DELLA PROTESTA PRESENTATI ALLA COLACEM IN CONFERENZA STAMPA

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Sei pullman e numerose autovetture private  raggiungeranno, dalla provincia di Ragusa, Palermo, venerdì 25 giugno p.v. per partecipare allo sciopero generale promosso dalla CGIL e che vedrà, per la Sicilia, un concentramento, dei partecipanti,  in Piazza Teatro Massimo dove alle 11.00 parlerà Vera Lamonica segretaria nazionale dell’organizzazione. Questi i dati emersi nel corso della conferenza stampa di presentazione dello sciopero generale che si è svolta stamani nella sala mensa della Colacem di C.da Tabuna a Ragusa, assurto per l’occasione, a luogo simbolo di una manifestazione che vede scendere in campo solo la CGIL contro le politiche economiche del governo nazionale. La Cgil provinciale ha già attivato i quadri assembleari di tutte le categorie per preparazione l’azione di sciopero e che martedì 22 giugno alla camera del lavoro di Modica alle ore 18.00 sarà fatto la verifica organizzativa della manifestazione. E’ stato Giovanni Avola, per tutti i presenti della confederazione (Salvatore Carpintieri segretario generale della Flai CGIL di Ragusa, Peppe Scifo e Nicola Colombo rispettivamente segretari della Camera del lavoro di Vittoria e Modica, Aldo Mattisi segretario generale della F.P. Cgil di Ragusa, Franco Cascone segretario provinciale della Fillea e Peppe Giavatto, segretario della Camera del lavoro di Scicli) a illustrare i temi per i quali anche la provincia di Ragusa dovrà aderire allo sciopero generale dell’intera giornata per i lavoratori dei settori pubblici e privati. Alla base della protesta il varo di una manovra governativa ingiusta e iniqua e con scelte che deprimono l’economia. Si toglie a redditi già precari e inconsistenti, come quelli del pubblico impiego e dei pensionati, lasciando immune quello che da va dai centomila ad un milione di euro l’anno. Una scelta che lede elementari diritti di giustizia sociale caricando sulle solite spalle i sacrifici. Un atteggiamento, quello del governo insopportabile, che si propone solo l’obiettivo di varare una manovra da 25 miliardi di euro senza tenere contro dello sviluppo e degli investimenti. La Cgil intende porre anche l’accento sul pericolo insito nel disegno di legge sulle intercettazioni nel senso che non si tratta solo di limitare l’azione investigativa dei magistrati e mettere il bavaglio ai giornalisti che non potranno informare il cittadino sugli scandali consumati dal potere politico ma nei fatti lede uno dei capisaldi della democrazia ed è per tale ragione che la questione riguarda tutti gli italiani e la CGIL se ne fa carico con convinzione e determinazione.

 

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